Migranti e rom, Marino cambia e fa il Salvini: "Roma non può accogliere"

05 agosto 2015, intelligo
Migranti e rom, Marino cambia e fa il Salvini: 'Roma non può accogliere'
Le parole del sindaco Marino sull’emergenza immigrati a Roma devono essere suonate come musica per le orecchie di Matteo Salvini e degli amministratori leghisti che si oppongono al piano di ripartizione per quote. Perché se non proprio coi toni e i termini delle camice verdi, il sindaco della Capitale ha lanciato un alert al governo.

 L’occasione è stata l’audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sui centri per migranti. Marino è sembrato mettere le mani avanti quando, in sostanza, ha detto che Roma non ce la fa a sostenere numeri così alti, specialmente sul versante Rom: “Rispetto ad altre città Roma ha una concentrazione elevata di Rom, le stime che abbiamo dicono che superiamo largamente le 8mila presenze”. Ed ha aggiunto che la maggiorparte dei romani “è contraria all'idea del superamento dei campi rom attraverso percorsi di integrazione, assegnando alle famiglie rom alloggi popolari come per altre persone, si tratta di un aspetto culturale”. Anche per questo, ha osservato Marino, “a Roma ci sono campi nomadi 'temporanei' da oltre 20 anni”. Se la parola d’ordine resta integrazione, il come appare abbastanza nebuloso e l’intervento del sindaco è sembrato più un richiamo al governo che un cronoprogramma di modalità per affrontare il problema. 

Sulla spesa per la scolarizzazione dei bambini rom le percentuali sono disarmanti: “In questo momento spendiamo somme ingenti per il trasferimento con i bus dei bambini a scuola ma quelli che ci vanno davvero tutti i giorni sono meno del 20%. Si tratta quindi di una sfida prima di tutto culturale”. C’è poi il versante più ampio dell’emergenza immigrazione e anche qui Marino sembra voler mettere uno stop, o almeno provare a farlo. “A Roma c'è un sovraffollamento, la città non può accogliere il 20% di migranti, non abbiamo risorse economiche né le strutture per la sistemazione”. Per questo “servono risorse per i mediatori culturali”, ha aggiunto il primo cittadino sottolineando che quella dell'immigrazione è “una sfida nazionale”. 

Della serie: è il governo a doversene far carico. La ciliegina sulla torta riguarda il rischio epidemie che Marino non sottovaluta e rilancia non senza preoccupazione. Una novità a sinistra, visto che la tendenza finora era sempre stata quella di minimizzare o di non soffiare sul fuoco dei timori di operatori e cittadini. “Ho espresso le mie preoccupazioni per i migranti che vengono da luoghi dove proliferano ceppi della tubercolosi resistenti agli antibiotici ma i ministri dell'Interno e della Salute mi hanno rassicurato perchè ci sono cinque livelli di controlli che vengono eseguiti”. Insomma, Marino ha fatto cadere un altro tabù a sinistra. Ma non è detto che a Palazzo Chigi abbiano apprezzato. 

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