Sorrentino in Tv. Ogni riferimento a Bergoglio è puramente casuale?

05 agosto 2015, Americo Mascarucci
[Image:Left].Il premio Oscar Paolo Sorrentino si sta per cimentare con una nuova impresa cinematografica ambientata, niente meno che nei “sacri palazzi”. 

Sì, avete capito bene, dopo Nanni Moretti con il successo di “Habemus Papam”, anche Sorrentino entra in Vaticano. Non un vero e proprio film, ma una serie televisiva prodotta da Sky in otto episodi dal titolo “The Young Pope”. La trama è più che mai intrigante, visto che tratta il difficile inizio di pontificato di un fantomatico papa Pio XIII (nome che pare avesse voluto scegliere Albino Luciani, il papa dei 33 giorni, poi sconsigliato a farlo per il timore di essere tacciato di anticonciliarismo) interpretato da Jude Law, due volte nominato agli Oscar. 

La serie come detto è una joint production di Sky, HBO e Canal+. Tutti e otto gli episodi verranno diretti da Paolo Sorrentino e scritti dal regista stesso in collaborazione con Tony Grisoni, Umberto Contarello e Stefano Rulli. Pio XIII, al secolo Lenny Belardo viene presentato come un papa di tendenze eccessivamente conservatrici, quasi oscurantiste, ma dotato di una straordinaria sensibilità verso i poveri. Il suo pontificato inizia fra mille travagli, perché Pio XIII deve subito fare i conti con l’ostilità della Curia che non condivide la sua politica eccessivamente sbilanciata in favore dei più deboli e in più deve stare attento ai tanti che per interesse ruotano intorno al Vaticano. Lui stesso sarà più volte combattuto dal contrasto fra l’essere il vicario di Cristo sulla terra e nel contempo un uomo prigioniero e schiavo delle proprie debolezze. 

Nonostante travagli e incertezze, Belardo cercherà comunque di tutelare il più possibile la santità della Chiesa e rispettare la volontà di Dio che lo ha scelto come papa. Il primo ciak di The Young Pope sarà battuto nell'estate 2015 e le riprese proseguiranno fino all'inizio del 2016. La produzione avrà luogo principalmente in Italia ma farà anche tappa all'estero con riprese in USA, Africa e Porto Rico. Paolo Sorrentino ha spiegato così l’idea di questa serie televisiva e lo spirito che sta ad animarla. "I segni evidenti dell'esistenza di Dio. I segni evidenti dell'assenza di Dio. Come si cerca la fede e come si perde la fede. La grandezza della santità, così grande da ritenerla insopportabile. 

Quando si combattono le tentazioni e quando non si può fare altro che cedervi. Il duello interiore tra le alte responsabilità del capo della chiesa cattolica – prosegue Sorrentino - e le miserie del semplice uomo che il destino (o lo spirito santo) ha voluto come Pontefice. Infine, come si gestisce e si manipola quotidianamente il potere in uno stato che ha come dogma e come imperativo morale la rinuncia al potere e l'amore disinteressato verso il prossimo. Di tutto questo parla The Young Pope" ha concluso il regista riassumendo la missione della sua ultima fatica in fase di gestazione. Al fianco del protagonista Jude Law ci sarà Diane Keaton che interpreterà Suor Mary, una suora americana che vive in Vaticano. 

Ci saranno inoltre; Silvio Orlando nel ruolo del Segretario di Stato, Scott Shepherdè nei panni del Cardinal Dussolier, un prelato sudamericano, Cecile De France nel ruolo di Sofia, responsabile marketing del Vaticano mentre Javier Camara interpreterà il Cardinal Gutierrez, Cerimoniere del Vaticano. Ludivine Sagnier è Esther, moglie di una guardia svizzera mentre l’attore italiano Tony Bertorelli darà il volto al Cardinal Caltanissetta. A James Cromwell il ruolo del Cardinal Michael Spencer, mentore di Lenny. Altri interpreti della serie sono Guy Boyd, Andre Gregory, Sebastian Roché, Marcello Romolo, Ignazio Oliva, Vladimir Bibic e Nadie Kammalaweera. Insomma un cast di livello per una serie certamente ambiziosa. Qualcuno naturalmente ha già intravisto dietro il fantomatico Pio XIII i lineamenti di Francesco e il suo continuo combattere fra innovazione e tradizione, potere e umiltà, con l’obiettivo di spogliare la Chiesa della sua materialità in favore di una maggiore spiritualità. Anche alcuni nomi fanno riflettere. Gustavo Gutierrez ad esempio è il principale esponente della Teologia della Liberazione ma non è cardinale. Come mai Sorrentino ha scelto proprio un cardinale con questo nome e per giunta affidandogli il ruolo di cerimoniere del Vaticano? Pura casualità? Oppure c’entra la riabilitazione di Gutierrez da parte dell’attuale Papa dopo la “scomunica” di Giovanni Paolo II? 

Chissà? Certo è che a giudicare dalla trama i riferimenti con Bergoglio non mancano, a parte il richiamo a quel conservatorismo quasi oscurantista che certamente non appartiene all’attuale pontefice. Ma per il resto come non mettere in relazione i dubbi e le debolezze di Pio XIII con i continui appelli di Francesco a pregare per lui perché il Signore possa dargli la forza di affrontare nel migliore dei modi la missione che gli è stata affidata?

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