Nuova Rai, vecchi nomi: ecco i magnifici 7 del cda

05 agosto 2015, intelligo
Nuova Rai, vecchi nomi: ecco i magnifici 7 del cda
I nomi usciti dai voti della Commissione di Vigilanza sono questi: “Carlo Freccero e Guelfo Guelfi con sei voti, Rita Borioni, Arturo Diaconale e Franco Siddi con cinque, Paolo Messa con quattro voti a favore precede Giancarlo Mazzuca che si ferma a tre”. Non ce l’ha fatta, invece, Ferruccio De Bortoli che ha ottenuto due preferenze ma insufficienti a farlo eleggere nell'organo collegiale di vertice dell'Azienda.

Ad un primo esame, sembra che l’ormai famoso e inossidabile “Manuale Cencelli” abbia funzionato anche stavolta. Perfino dalle parti dei grillini che puntavano sulla nomina di Freccero. In casa Fi, alla fine è stato Diaconale, direttore de L’Opinione, a spuntarla su Antonio Pilati, consigliere uscente che, quindi, non è stato riconfermato. La sensazione prevalente insomma è che la nuova Rai di Renzi prenda il largo con nomi “vecchi” nel senso di stra-noti. In sostanza, il segno di discontinuità su cui il premier ha sempre battuto il tasto nelle dichiarazioni e nei tweet pare non  essere poi tale; anche perché probabilmente ci si sarebbe aspettato un vero cambio di passo magari individuando nomi di professionisti esterni di assoluto valore professionale. Tant’è. 

Ma vediamo chi sono i magnifici sette, cominciando da Freccero e Diaconale. Carlo Freccero, una vita per la tv. Con l'elezione nel cda della Rai, incrocia ancora una volta la sua strada professionale con Viale Mazzini: autore ed ex dirigente televisivo ed esperto di comunicazione, Freccero iniziò la sua carriera televisiva in Mediaset, l'allora Fininvest, nei primi anni 80': fu direttore di Canale 5 e Italia 1 e curatore della programmazione del canale Rete 4. Nel 1986 venne nominato da Silvio Berlusconi direttore dei programmi di La Cinq (prima tv privata francese). Nel 1993 divenne consulente di Rai 1 e appena tre anni dopo, quando viene nominato direttore di Rai 2, conia lo slogan 'L'innovazione e la memoria'. Sotto la sua direzione (1996-2002) la rete ha acquisito una forte identità, sperimentale, alternativa e provocatoria orientata verso un pubblico giovane.

Arturo Diaconale vanta una lunga carriera giornalistica, un chiaro impegno politico e, anche, dell'insolita esperienza di presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Attualmente direttore de 'L'opinione' ed editorialista de 'Il Giornale'. Inizia nel 1973 l'attività giornalistica nella redazione romana de 'Il Giornale di Sicilia'.
Ora la battaglia vera si sposta sulla presidenza del Cda. Questione di ore.

Guelfo Guelfi, fiorentinissimo già dal nome. Professionista della comunicazione, è considerato molto vicino al premier Renzi, Approda al cda della Rai con un curriculum che lo vede attuale presidente del teatro Puccini di Firenze, comprendendo i ruoli di direttore creativo di Florence Multimedia, dirigente di Toscana Promozione. Guelfi viene accreditato del ruolo di spin-doctor di numerose campagne elettorali, compresa quella che portò Renzi alla poltrona di sindaco di Firenze.

Rita Borioni ha dalla sua, una storia professionale legata alla cultura in generale e all'arte in particolare: classe 1965, una laurea in storia dell'arte con 110 e lode, Borioni è l'attuale assistente del presidente della VII Commissione del Senato, carica che ricopre dal giugno 2013. Per 11 anni ha lavorato come collaboratrice parlamentare in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati per il Gruppo parlamentare Ds, mentre per cinque è stata collaboratrice della Commissione Cultura del Senato, sempre per il Gruppo dei Ds.

Paolo Messa, editore, docente, scrittore e comunicatore politico, dal maggio 2015 dirige il Centro Studi Americani, di cui in precedenza è stato consigliere di amministrazione. Nel 2004 ha fondato la rivista mensile 'Formiche' ed è anche il membro del Consiglio di Amministrazione del Conai. Fa parte del comitato scientifico della testata 'InPiù' e dell'associazione Ain. Dal 2000 fino al 2006 si è occupato di comunicazione politica. Ha infatti curato la campagna elettorale del 2000 di Raffaele Fitto e successivamente ha svolto dal 2001 al 2006 il ruolo di capo ufficio stampa e capo della comunicazione dell'Udc.

Franco Siddi, è stato segretario generale della Federazione nazionale della Stampa dal 2007 all'inizio del 2015. Siddi è stato giornalista del gruppo Finegil L'Espresso e ha collaborato con il quotidiano di Cagliari 'L'Unione Sarda'.


LuBi


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