Confartigianato: non si allenta la stretta finanziaria alle imprese

05 agosto 2015, Luca Lippi
Confartigianato: non si allenta la stretta finanziaria alle imprese
La contrazione del cordone del credito, specialmente per le Pmi, non riesce a fermare la sua stretta, è quanto si rileva da un'indagine di Confartigianato.

Negli ultimi 4 anni (giugno 2011 - marzo 2015) i finanziamenti erogati dalle banche agli imprenditori sono scesi del 10,6%, pari ad un calo complessivo di €105,9 miliardi. A maggio 2015 i prestiti hanno registrato un calo del 2,3% per le aziende con meno di 20 addetti, non modificando il trend rispetto al -2,4% di aprile e al -2,2% rilevato a giugno 2014.

Il totale delle imprese (probabilmente il campione di imprese iscritte a Confartigianato) ha registrato una flessione dei prestiti dell’1,6% in miglioramento rispetto ad aprile (-1,9%) grazie alla performance delle imprese medio-grandi (-1,4%) che da dicembre 2014 hanno mostrato una flessione meno intensa rispetto alle piccole imprese e in riduzione.

In realtà c’è da considerare che in primavera si sblocca della liquidità che i risparmiatori convergono in piccoli lavori di ristrutturazione e di ricambio beni “strumentali” o mobili (non si trascura la manutenzione). Ovviamente questa movimentazione di liquidità aumenta le giacenze in conto dei prestatori di beni e servizi e quindi a parziale copertura delle esposizioni in conto, è un fattore tecnico più che tendenziale.

La Confartigianato indica inoltre che il denaro resta costoso e questo è un dato di fatto inconfutabile. In Italia le società non finanziarie a maggio 2015 hanno pagato sui nuovi finanziamenti un tasso di interesse del 2,17%, 18 punti base in più rispetto a quello medio dell’Eurozona a 19 (1,99%). Il costo del credito per le imprese in Italia è inferiore solo a quello rilevato in Spagna (2,67%).

Ecco che con questi presupposti parlare di crescita o di inversione di tendenza diventa complicato. Proseguire di questo piano determina la distruzione del tessuto della Pmi nei prossimi dieci anni. Ovviamente non è questa la volontà di “nessuno”, ma urge aggiungere alle parole anche i fatti, e in fretta!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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