Riforma PA: ecco cosa cambia "per legge" per dirigenti, ruoli, pagamenti

05 agosto 2015, Luca Lippi
Riforma PA: ecco cosa cambia 'per legge' per dirigenti, ruoli, pagamenti
La riforma passa in Senato con l’apporto determinante delle opposizioni, i “sì” sono stati 145, mentre i “no” sono stati 97; Passiamo a evidenziare in sintesi i principali capitoli.

Dirigenza: i dirigenti diventano licenziabili (se valutati negativamente), tuttavia per evitare il licenziamento possono optare per il demansionamento. Gli incarichi non saranno più a vita (4+2 anni) e scatta la revoca in caso di condanna della Corte dei Conti

Ruoli: E’ previsto un solo ruolo (seppure diviso su tre livelli: statale, regionale, locale) senza più distinzione tra prima e seconda fascia. Si va verso una quota unica (intorno al 10%) per l’accesso di esterni. Scompare la figura del segretario comunale.

Soglie di accesso: Non ci sarà più la soglia di voto minimo di laurea sotto la quale si è fuori dalle selezioni pubbliche.
Licenziamenti: a seguito di un’azione disciplinare la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull’articolo 18, la reintegra resterebbe.

Assenze dal lavoro: niente più finti malati! Per centrare l’obiettivo le funzioni di controllo e le relative risorse passano dalle Asl all’Inps.

Guardia Forestale: è previsto l’assorbimento della Forestale in un’altra forza (con tutta probabilità i Carabinieri), così da portare i corpi da 5 a 4. Si prevede inoltre un riordino di tutte le forze.

Partecipate: saranno ridotte e si opererà una selezione severa in base alla situazione di bilancio, dopo la selezione c’è la liquidazione, possibile anche il al commissariamento. Si prevede il dimezzamento delle camere di commercio.

Prefetture: taglio netto che potrebbe portare anche a un dimezzamento, quel che ne rimarrà andrà a finire nell’Ufficio territoriale dello Stato, punto di contatto unico tra P.A. periferica e cittadini. Si farà piazza pulita degli uffici doppioni tra ministeri e Authority. Si tratta di interventi di Spending Review che si ritrovano anche nella riduzione alla spesa per intercettazioni.

Grandi Opere: semplificare ed accelerare, fino al dimezzamento dei tempi, le operazioni in caso di rilevanti insediamenti produttivi, opere di interesse generale. Scatta la possibilità di attribuire poteri sostitutivi al premier.

Silenzio Assenso: è fissato un tetto per ottenere il sì: massimo 30 giorni, che diventano 90 in materia di ambiente, cultura e sanità. 

PA digitale: Arriva la ‘carta della cittadinanza digitale’, con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online. A guidare la svolta digitale ci penserà un dirigente ad hoc.

Pagamenti con sms: verso la P.A, come bollette e multe, potranno avvenire anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50 euro). Il versamento potrà quindi essere eseguito con un semplice sms.

Numero per le emergenze: Basterà chiamare il 112 per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea è quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato.

Non mancheranno critiche e ritardi di applicazione, oltre l’inevitabile confusione fisilogica nel passaggio di alcune consuetudini. Seguiamo con attenzione.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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