Buzzi, il consigliere regionale Santori: “Zingaretti come Marino: dimissioni e poi i romani decidono"

05 agosto 2015, Lucia Bigozzi
Buzzi, il consigliere regionale Santori: “Zingaretti come Marino: dimissioni e poi i romani decidono'
“Zingaretti come Marino: devono dimettersi e far tornare i romani al voto. E’ l’unica soluzione”. Non usa mezzi termini Fabrizio Santori, consigliere regionale di area centrodestra commentando le nuove rivelazioni di Buzzi ai magistrati nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. E nella conversazione con Intelligonews ne spiega le ragioni dal punto di vista politico.

Buzzi nelle dichiarazioni ai magistrati tira in ballo il livello regionale del sistema finito al centro dell’inchiesta. Sul piano politico lei che idea si è fatto? Il Pd dovrebbe riflettere?

«Non sono una novità perché già da quanto emerso precedentemente nell'altro filone dell’inchiesta, sia con le intercettazioni che con le dichiarazioni rese ai magistrati dall’ex capo di gabinetto della Regione, indagato dai pm, il quadro presentava aspetti poco chiari. Già in quella occasione, intervenendo in consiglio regionale dissi al presidente che o lui era coinvolto oppure era uno che non riusciva a controllare l’operato dei suoi più stretti collaboratori. E anche nel caso, possibile, in cui Zingaretti sia stato tradito o tenuto allo scuro di tutto dai suoi uomini, la motivazione non regge lo stesso perché denota l’incapacità politica di gestire una macchina complessa come quella regionale. Non capisco inoltre perché proprio adesso il presidente abbia manifestato l’intenzione di denunciare Buzzi e mi domando: perché non lo ha fatto prima? Anche perché nelle intercettazioni e dunque nelle prime carte dell’inchiesta Buzzi aveva allargato l’orizzonte al di fuori del Campidoglio. Non entro negli aspetti giudiziari che competono ai magistrati che stanno facendo un ottimo lavoro ed è solo grazie a loro se oggi conosciamo il fenomeno corruttivo, ma sul piano politico rilevo un fallimento di questa maggioranza di governo».

Zingaretti respinge con forza le accuse di Buzzi, annuncia querele e punta il dito contro la macchina del fango. L’ha convinta il suo intervento in consiglio regionale? Di cosa c’è bisogno secondo lei?

«Assolutamente no. Zingaretti è molto bravo sul piano della comunicazione. In consiglio regionale ha annunciato una serie di interventi all’insegna della trasparenza che non mi sembrano sufficienti ed efficaci. Ce n’è uno in particolare che trovo incomprensibile: ha annunciato la costituzione di un ufficio di scopo per consegnare gli atti amministrativi ai consiglieri che ne fanno richiesta, proprio in nome della trasparenza. Io ritengo che non abbia senso allestire l’ennesimo organismo per distribuire quei documenti che invece spettano di diritto ai consiglieri e che i vari uffici devono dare. Io stesso ho presentato un esposto alla Procura per il fatto che da sei mesi non riesco ad avere accesso agli atti dell’ente che si occupa dell'edilizia popolare. Ho chiesto l’elenco del patrimonio dell’ente e i documenti su come viene gestito, oltre alla gestione delle morosità; sono passati sei mesi e non ho ancora ricevuto nulla. Al di là degli annunci, poi questa è la cruda verità. Noi andremo fino in fondo in questa battaglia perché lo dobbiamo ai cittadini romani. Mi ricordo bene quando Zingaretti si stracciava le vesti in nome della trasparenza chiedendo le dimissioni della Polverini: oggi punta il dito sulla macchina del fango ma politicamente l’azione di governo non ha prodotto risultati eclatanti. Lo stesso ragionamento vale per Marino…».

In che senso? 

«Il sindaco ieri ha lamentato la scarsa scolarizzazione dei bambini rom, come se cadesse per l’ennesima volta dal pero. Il suo assessorato, cioè il dipartimento delle Politiche Sociali spende per nomadi e immigrati il 62 per cento del totale dei fondi a disposizione dei cittadini in condizioni svantaggiate. Non riesco a capire perché per una minoranza di persone, si arrivino a stanziare cifre così importanti a fronte della maggioranza nettissima di romani e anche di immigrati regolari che rappresentano la popolazione cittadina. Marino e Zingaretti hanno fallito politicamente e l’unica soluzione è ridare la parola e il voto ai romani. Punto».

Seguici su Facebook e Twitter

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]