La carne fa male come lo zucchero per questione di digestione

05 agosto 2016 ore 16:48, Luca Lippi
Ennesimo tentativo di criminalizzazione del consumo di carne? I ricercatori della University of Adelaide hanno pubblicato i risultati di uno studio secondo il quale la carne potrebbe contribuire all’obesità, offrendo a chi la consuma un surplus calorico dovuto alle proteine che nella lenta digestione di queste si trasformano in grasso. “Noi ipotizziamo che il consumo persistente di elevate quantità di carne contribuisce ad aumentare l’adiposità e quindi all’obesità, carboidrati e grassi consumati sono sufficienti o sovrabbondanti per soddisfare le esigenze caloriche“.
Dunque, la carne sarebbe una fonte di grasso in eccesso, oltre essere la causa  di cancro allo stomaco secondo una ricerca del World Cancer Research Fund (Wcrf). L’Oms ha inserito le carni rosse tra gli elementi cancerogeni per gli esseri umani. Dunque fuoco incrociato dei laboratori scientifici e anche dei vegetariani.

La carne fa male come lo zucchero per questione di digestione

In sostanza, sempre secondo lo studio, la carne contribuisce ad ingrassare nella stessa misura dello zucchero. L’eccesso di proteine animali si trasforma in grasso corporeo comportando un aumento dell’obesità. Un problema globale che insieme alla sedentarietà, al consumo di alcolici e al fumo diventa devastante per la salute.
Dal rapporto si legge che l’aumento dei livelli di reddito hanno reso facilmente disponibili e accessibili una serie di alimenti con meno variazioni stagionali. Tra i gruppi alimentari, la carne, se consumata a livelli elevati, ha dimostrato di aumentare il guadagno di peso a causa della sua elevata densità di energia e/o dei lipidi.
Concretamente, e seguendo il buon senso, equilibrio e moderazione sono le chiavi di volta per mangiare sano e se a questo aggiungiamo anche il movimento è certo che le aspettative si allungano.

La prevalenza globale di obesità e la sua sindrome metabolica associata è aumentata notevolmente negli adulti e nei bambini negli ultimi 20 anni. Quello che una volta era considerato un problema esclusivo dei Paesi ad alto reddito, è in aumento anche nei Paesi a basso e medio reddito, in particolare nelle aree urbane.
In sostanza, qualunque alimento se consumato smodatamente comporta l’aumento della massa grassa. Il problema dell’alimentazione moderna è che oltre l’assunzione di certi alimenti con una cadenza sostenuta, quello che induce all’obesità sono le bevande gassate piuttosto che i fritti e le salse e insapori tori usati. In sostanza, mangiare modiche quantità di carne cotta ai ferri e per due volte a settimana non può essere mai riconosciuta come una fonte di obesità da nessun istituto di ricerca. Se poi vogliamo dire che mangiarla ogni giorno, accompagnata a copiose quantità di carboidrati e condimenti, insieme a un bel bicchiere di vino o birra magari prima di andare a dormire fa ingrassare, forse non c’era bisogno di scomodare i ricercatori della University of Adelaide per capirlo, succederebbe la medesima cosa a mangiare copiose quantità di frutta e verdura ben condita.

autore / Luca Lippi
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