Nomine Rai: "soliti vizi" e consolazioni per i silurati, ma il Pd si spacca

05 agosto 2016 ore 10:30, Americo Mascarucci
Le smentite sull'etichettatura renziana dei nuovi direttori dei telegiornali Rai non è servita a scongiurare la rottura nel Partito Democratico dove la minoranza Dem accusa Renzi di aver "occupato" il servizio pubblico facendo man bassa di presidenze, direzioni dei telegiornali e strapuntini vari.
Al Tg2 Ida Colucci ha preso il posto di Marcello Masi, mentre al Tg3 Luca Mazzà è andato a sostituire Bianca Berlinguer mentre Mario Orfeo è stato confermato al Tg1.
Proprio sulla sostituzione della Berlinguer, da sempre considerata molto vicina all'ex segretario Ds Massimo D’Alema si è consumato lo strappo con la minoranza Dem che ora potrebbe anche non garantire più quel patto di lealtà sul sì al referendum.
Il primo atto di questa nuova guerra in casa Pd arriva con le dimissioni dalla Commissione di Vigilanza Rai di Federico Fornaro e Miguel Gotor entrambi bersaniani i quali hanno denunciato la "mancanza di trasparenza".  
"Il Partito democratico non è nato per riprodurre i vizi del passato - hanno tuonato Fornaro e Gotor - ma per cambiare l'Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene".
Ma non è tutto: dieci parlamentari della minoranza hanno firmato un documento con il quale annunciano il loro no al referendum costituzionale di ottobre. 
I dieci firmatari apparterebbero alla minoranza bersaniana mentre altri sarebbero vicini all’ex ministro Rosy Bindi. Primo firmatario del documento il senatore Walter Tocci cui seguono le firme di Corsini, Dirindin, Manconi, Micheloni, Mucchetti, Ricchiuti, Bossa, Capodicasa, Monaco.

Nomine Rai: 'soliti vizi' e consolazioni per i silurati, ma il Pd si spacca
Insomma acque davvero agitate nel Pd e la Rai sarebbe stata la goccia che avrebbe fatto traboccare un vaso già stracolmo. 
Perché il Tg3 per tradizione è stato sempre "appaltato" all’area ex Ds e ha sempre avuto una tradizione di sinistra, poco filo governativa anche quando per esempio a governare era il centrosinistra. 
Il fatto che anche l’ultimo baluardo in mano all’asse Bersani-D’Alema sia crollato ha di fatto contribuito a rompere la precaria tregua dentro il Pd.
Ciò nonostante i vertici Rai abbiano annunciato di aver raggiunto un accordo con la giornalista che dovrebbe ottenere una striscia quotidiana, dal lunedì al venerdì, che partirà da fine settembre e andrà in onda su Rai3 per 30 minuti dalle 18.30, prima del Tg della sera. 
A Berlinguer inoltre pare sarà concessa carta bianca per quanto riguarda la squadra dei collaboratori. Dovrebbe inoltre avere da febbraio, uno o due approfondimenti in seconda serata con la possibilità di collaborare con Michele Santoro.
Accordo che forse potrà soddisfare la Berlinguer ma non certo la minoranza Dem che a quanto pare è decisa a non dare più aperture di credito a Renzi e alla maggioranza. 

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