Franco e Gianni domani sposi a Torino: testamento ma "qualche dubbio" su adozioni gay

05 agosto 2016 ore 11:41, Americo Mascarucci
Domani, sabato 6 agosto, sarà il giorno della prima unione civile a Torino tra due uomini. 
Saranno uniti civilmente Franco e Gianni, 82 e 79 anni, dei quali gli ultimi 50 trascorsi insieme. 
Per loro il Comune di Torino ha deciso di affrettare le procedure. 
Saranno i primi a Torino ad essere uniti, in base alla nuova legge sulle unioni civili, dal sindaco di Torino Chiara Appendino.
Due anni fa avevano scritto a Renzi per chieder di velocizzare l’approvazione del decreto sulle unioni civili e ora finalmente si dicono felici
"Ci farà ridiventare cittadini di serie A, anche se noi ci siamo sempre considerati tali - hanno spiegato - e se anche il Vaticano o l’arcivescovo di Torino dicono che la famiglia è una sola, noi ci siamo sempre sentiti famiglia. Il nostro rapporto a due diventerà tale di fronte al mondo. Il primo motivo dunque è l’affetto. Il secondo è l’aspetto patrimoniale, la reversibilità della pensione, la successione. Uno di noi, Franco, soffre di salute e ha subito sette interventi chirurgici: tutte le volte abbiamo dovuto dichiarare che eravamo insieme per non essere sbattuti fuori dall'ospedale. I giovani hanno la vita davanti, noi quel poco di vecchiaia che ci resta". 
Dal punto di vista burocratico, in realtà, non è ancora tutto a posto, per esempio manca ancora il registro ufficiale delle Unioni Civili, ma d'accordo con la Prefettura il Comune ne userà uno provvisorio. 

Franco e Gianni domani sposi a Torino: testamento ma 'qualche dubbio' su adozioni gay
In un’intervista a Repubblica i due raccontano la loro relazione iniziata nel 1964: 
"Era il 1964, un 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia. Era un lunedì. Una festa a casa di amici in collina. Avevamo 26 e 31 anni. Non c'erano ancora i locali. Nell'ambito gay ci si trovava nelle case. C'erano giri di amici, ci si conosceva e ci si incontrava". 
Poi la decisione due anni dopo di andare a vivere insieme: "Trovare casa è stata un'impresa. Quando l'agenzia o i proprietari vedevano arrivare due uomini ci mandavano a stendere. Non lo dicevano mai chiaramente, ma accampavano scuse. Alla fine ci siamo riusciti. Ed è iniziata la nostra convivenza. Con gli anni abbiamo anche comprato casa con il mutuo. Come una coppia qualsiasi". 
Tuttavia qualche dubbio i due coniugi lo coltivano ad esempio sul tema delle adozioni gay: "Abbiamo qualche dubbio - rispondono alla domanda di Repubblica - Va fatto con molta intelligenza e attenzione nei confronti dei ragazzini. Che, va detto, si fanno molti meno problemi degli adulti".

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