Scenari del crepuscolo europeo. La Lady, i 5 Stelle e l’Italietta che verrà

05 aprile 2013 ore 9:51, intelligo
Scenari del crepuscolo europeo. La Lady, i 5 Stelle e l’Italietta che verrà
di Andrea Marcigliano 
Scenari, e scenette, di un’Italia, ed un’Europa, al Crepuscolo. Mentre in quello che un tempo si chiamava il “Lontano Oriente”, in Corea, sembra consumarsi una sorta di farsa che, facilmente, potrebbe mutare in tragedia, nel nostro Vecchio Continente, afflitto da una sempre più effimera ed evanescente unità monetaria, ci si dibatte fra crisi finanziarie e rumors di scandali bancari, con le Cancellerie europee tutte, più o meno, afflitte da sempre più gravi forme di paresi, vuoi, come a Roma, per ua perdurante (quanto assurda) vacanza di governo, vuoi per insipienza della dirigenza, come a Parigi, vuoi, come a Berlino, per una visione micragnosa della politica, che impedisce di guardare più in là del proprio naso. Assordante silenzio, quello dell’Europa, di fronte alla crisi coreana; solo l’ultimo di tanti, troppi silenzi, ché l’Europa in quanto Unione è, sotto il profilo del ruolo internazionale già da tempo fallita, ed ora, in fondo, non sembra restare altro che attendere il suo fallimento definitivo anche come Unione Economica. D’altro canto cosa ci si poteva aspettare da un’Unione che ha conferito la carica di suo primo Ministro degli Esteri comunitari alla leggiadra, evanescente Lady Catherine Ashton, una gentildonna britannica che mai, nella sua non breve vita, si era occupata di politica internazionale, e che certo si troverebbe più a suo agio nei salotti delle vecchie Dame di Carità, che in quelli della diplomazia?  Alzi la mano chi può citare o semplicemente ricordare un qualsivoglia intervento della Lady in questione in occasione di una qualche snodo critico della politica internazionale... A noi viene in mente solo la sua intemerata in occasione del “sequestro” dell’Ambasciatore italiano da parte delle autorità giudiziarie dell’ India, nella recente crisi di rapporti diplomatici afferente al processo ai nostri due marò. Occasione nella quale Lady Ashton dichiarò che si trattava di “problemi dell’Italia”, che non toccavano minimamente (si!) l’Unione Europea... E’ però un po’ tutta l’Europa Occidentale a dare di continuo prova non solo dell’incapacità di darsi anche solo uno straccio di politica internazionale comune, ma anche di un’ormai congenita tendenza a star lì a contemplarsi l’ombelico. Magari baloccandosi, come la Francia al tempo di Sarkozy, con l’illusione nostalgica di antichi fastigi imperiali, o dimostrando continuamente, come la Germania della Merkel, un’ottuso rifiuto anche solo di cercare di comprendere cosa sta accadendo fuori dell’uscio di casa. E questo mentre il Grande Gioco delle Potenze e Super-potenze mondiali si sta sempre più spostando lontano dalle coste euro-atlantiche, sull’Oceano Pacifico e su quello Indiano, ove si fronteggiano Stati Uniti e Cina, dove vanno crescendo la potenza dell’India e di nuove realtà come l’Indonesia e le Filippine... o nell’Asia Centrale, dove il vecchio Orso Russo sta tornando grande.... o in Africa, nuovo terreno privilegiato per la grande partita a domino politico-economica dei nostri tempi... il tutto mentre l’Europa sta, per lo più, immobile, crogiolandosi nei propri problemi, veri e presunti. Quanto all’Italia, poi, le scenette cui assistiamo giorno dopo giorno sono ancora più comicamente sconfortanti. Da un leader del centro-sinistra, autoproclamatosi futuro Presidente del Consiglio per una sorta di diritto divino, che insegue una manciata di voti al Senato promettendo di rinunciare all’acquisto preventivato di F35 che dovrebbero rendere un po’ più moderne e funzionali le nostre forze armate, ai neo-deputati a 5 Stelle che non trovano di meglio che presentare in una Camera in pieno stato confusionale una mozione per il ritiro immediato delle truppe italiane in Afghanistan, in totale dispregio, e ignoranza, degli accordi internazionali che ci vincolano. E, ovviamente, dimostrando il più completo disinteresse per il ruolo internazionale che il nostro paese dovrebbe rivestire, e per gli oneri che necessariamente dovrebbe assumersi per continuare a far parte di quei consessi – G8, G20, Nato....- dove si prendono le decisioni che contano. E che alla fin fine incidono, poi, sulla vita di noi tutti. Ma evidentemente per il “giovani” arroganti e rampanti proiettati nelle Aule sorde e grigie dell’attuale Parlamento, e per i loro inesausti “corteggiatori”, il futuro dell’Italia deve essere, anche sul piano internazionale, caratterizzato da una (felice?) decrescita: dal ruolo di “media potenza d’area” a quello di una sorta di grande, popolosa San Marino. Senza, purtroppo, i vantaggi fiscali di cui i sanmarinesi godono.  
autore / intelligo
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