Colle in rosa. Dal Sud una proposta: la Poli-Bortone

05 aprile 2013 ore 10:30, intelligo
Colle in rosa. Dal Sud una proposta: la Poli-Bortone
In molti lamentano la mancanza di donne tra i 10 saggi, paventando una presunta misoginia da parte del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Altri sono buoni solo a snocciolare i dati circa le quote rosa in politica e in azienda (nei cda), che ci avrebbero “finalmente” liberati dal passato oscurantista. L’Italia, del resto, non ha mai brillato in quanto a democrazia delle opportunità e parità dei diritti. Tanta demagogia “sinistra” e poca sostanza.
E anche ora, i protagonisti, i registi e i comprimari della crisi, dell’attuale stallo repubblicano (salvo la Boldrini e la Lombardi, parecchio criticate e molto poco condivise), sono tutti uomini: Bersani, Monti, Grillo, Casaleggio, Renzi, Berlusconi etc. Le donne bucano lo schermo solo in qualità di fan o supporter del Capo: si pensi alle Amazzoni, alle berluscones, scatenate in tv: Santanché, Biancofiore, la Rossi, la Comi. Urlano e sbraitano. E, quando si pensa al Quirinale, anche qui, si conferma la tendenza machista: Amato, Marini, Letta, Pera, Prodi, Rodotà. Giusto qualche timido accenno alla Bonino e basta. Perché non inserire nella lista delle papabili per il Colle Adriana Poli-Bortone? Una donna di destra moderata, di grande equilibrio, senso delle istituzioni, con grande cultura di governo (ha ricoperto felicemente l’incarico di ministro dell’Agricoltura nel primo esecutivo di Berlusconi), parlamentare nazionale, parlamentare europeo, apprezzato sindaco di Lecce. Una donna che, tra l’altro, gode di grande consenso personale: ha un ottimo rapporto col territorio. Sua l’idea di fondare un nuovo meridionalismo non la copia del piagnisteo assistenzialista cui sinistra e Dc (con le varie Casse del Mezzogiorno e la spesa pubblica) ci hanno abituati da decenni. “Io-Sud”, poi federatosi dentro “Grande-Sud” è stato l’inizio di un progetto ambizioso che l’ha coinvolta in prima persona: essere intelligentemente speculari alla Lega, nel nome e nel segno delle Tre Macroregioni (proposta di Miglio, disattesa a lungo dallo stesso Carroccio) e del federalismo tricolore. Un recente sondaggio l’ha riproposta ufficialmente: al Sud godrebbe del 57% dei consensi. Ben oltre le quote rosa (il 30%).
autore / intelligo
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