Prestipino (Pd): «Santoro non rispetta le primarie». «I miei competitor hanno il paracadute, io no»

05 aprile 2013 ore 14:16, Marta Moriconi
Prestipino (Pd): «Santoro non rispetta le primarie». «I miei competitor hanno il paracadute, io no»
«Gli altri candidati alle primarie Pd di Roma si sono buttati a capofitto in questa campagna elettorale, ma col paracadute» attacca Patrizia Prestipino, poco prima di partecipare alla trasmissione di Filippo Facci su Tgcom24. Lei, in realtà, è stata la prima competitor a scendere in campo nel giugno scorso, quando ancora non se ne parlava, e rinunciando per questo ad un probabile scranno parlamentare nella squadra di Matteo Renzi. Quanto alle ingiustizie mediatiche che ha ricevuto, un po’ perché donna, un po’ perché non d’apparato, l’ultima delusione l’ha avuta da Santoro che «ha preferito ignorare le regole-base delle primarie, dando voce ad una voce sola» (ndr Alfio Marchini ospite ieri a Servizio Pubblico). Siamo al countdown. – 2 giorni alle primarie. Il suo appello… «Bisogna ripartire dall’esperienza e dalla competenza. Soprattutto dalla capacità di amministrare, che io ho maturato in questi anni di esperienza municipale e poi di assessore provinciale con Zingaretti. I cittadini guardino a chi è anche capace di mettere in piedi una squadra di persone oneste e nuove. Motivate da una molla di tipo etico, culturale e morale; perché occorre ridare a Roma l’orgoglio di essere città. Che deve diventare una città d’avanguardia. Se è vero che la bellezza salverà il mondo, toccherà a noi amministratori salvare la bellezza di Roma». Lei è favorevole alle coppie di fatto. Crede che possa condizionare il voto dei cattolici e provocare una reazione da parte della Chiesa? «Non è una cosa che deve entrare nelle primarie che sono uno strumento laico. Ci vuole una città dei diritti, dove nessuno venga lasciato indietro. Come fa il prossimo sindaco di Roma a non essere garante di tutti i cittadini? Sia delle famiglie che delle altre forme di unione? Anche perché è solo così, con la certezza dei doveri e dei diritti, che si combattono bullismo e omofobia». Quali sono i  punti deboli dei suoi avversari? «Il punto debole è che loro si sono buttati in questa campagna elettorale disponendo di un paracadute. Io, al contrario, ho scelto di non andare in Parlamento. Ho puntato tutto su quella che per me è una vera e propria missione: essere amministratore, donna, che ama la propria città. Ho scelto probabilmente il sentiero più complicato, loro quello più comodo. Ma è una scelta mi dà tanta soddisfazione». Marchini a Servizio Pubblico ha copiato Verdone: in esclusiva abbiamo pubblicato l’audio che lo incastra… che ne pensa? «Ce l’ho con Santoro che ha preferito ignorare le primarie e ha dato voce ad una voce sola. Lo trovo poco rispettoso, sia dell’istituzione-primarie, sia di chi, come me, è veramente da mesi in mezzo alla gente. Ci vuole rispetto per tutti, al di là degli esiti elettorali. Da un giornalista del genere mi sarei aspettata di più. Ci sono candidati che possono piacere o non piacere, ma non si può ignorarne la realtà, non si possono ignorare gli altri. Io sono in gioco da 9 mesi e senza poteri forti o apparati di supporto, valgo di meno?» Forse perché le primarie, considerando il dibattito sul Pd a livello nazionale, fanno un po’ paura? «Perché deve far paura la democrazia? Peggio per loro. Penso che dalle primarie potrà solo che uscire un risultato legittimato dal voto popolare. Certo, ci sono tre rappresentanti politici che sono espressione di apparati, mentre io non appartengo a nessuna corrente. E non ho chiesto a Renzi l’endorsement perché Renzi è impegnato in una partita molto complessa che merita la massima concentrazione». A proposito. Ci parli dell’ultimo Renzi… «Sta dicendo quello che pensa il 95% delle persone: o si fa un governo che garantisca una nuova legge elettorale e altre riforme strutturali, soprattutto per quanto riguarda la questione dei pagamenti alle imprese, delle tasse che andranno a scacciare i cittadini in tarda primavera; o si va al voto. Fa bene Renzi a dire “rifacciamo le primarie”: andiamo al voto e vediamo chi vince».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]