Le parole della settimana: secessionisti, clandestini, Marò

05 aprile 2014 ore 10:06, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: secessionisti, clandestini, Marò
Non ce n’eravamo accorti, ma la nostra libertà stava per essere cancellata, la nostra vita, così serena in questo periodo, avrebbe potuto esser sconvolta per sempre dall’esplosione di un vero e proprio atto di guerra.
Tale è l’azione che i temibili e temuti Secessionisti Veneti stavano preparando. Per nostra fortuna c’è qualcuno che veglia su di noi, e in una notte è scattato il blitz (parola di origine tedesca che significa lampo e ben rende l’efficiente fulmineità dell’azione). E noi che ce ne stavamo tranquilli a dormire, e forse a sognare! Ma per farci sentire sicuri, con perfetta scelta di tempo le manette sono scattate ai polsi dei ventiquattro pericolosi cospiratori. E non ci si venga a dire che in Italia gran parte degli assassini restano impuniti, che i furti e le rapine diventa una perdita di tempo persino denunciarli, che questo è un Paese dove i Black Block mettono a ferro e fuoco le città a loro piacimento, dove i centri sociali occupano e i nomadi spadroneggiano: quando il pericolo è davvero serio, come in questo terribile caso, il cittadino è protetto, la Società è salva. Per avere una prova del pericolo che abbiamo corso leggetevi questo brano di intercettazione: - ... alla peggio ci troviamo a casa mia a tagliare il salame...- - no, più che tagliare il salame noi abbiamo bisogno di caricare i candelotti di dinamite. Per una coincidenza non certo casuale, questo Stato che a tutto provvede, nello stesso giorno cancellava il reato di clandestinità (“tutti dentro!”) e metteva in galera quelli che vogliono la secessione del Veneto (“nessuno fuori!”). Sembra avverarsi finalmente il bel sogno di un’Italia sovieticamente sicura. L’efficienza dello Stato si rivela anche in un altro fatto della cronaca: il rilassante soggiorno indiano che i due Marò hanno la fortuna di potersi godere da ormai più di due anni, e con la prospettiva di prolungare la vacanza chissà fino a quando! Ma dove la troviamo un’altra Patria che dimostri tale magnanimità verso i suoi figli? Due anni e passa in un grande Paese amico, oggi potenza emergente, ricca di straordinarie attrattive turistiche oltre che di stimolanti prospettive. Paese simpaticamente vivace, dove tra pochissimo si terranno le elezioni, e dove il capo dei nazionalisti, dato per futuro vincitore, chiede con forza che ai nostri due Marò, anziché l’incerta situazione della libertà provvisoria nell’ambasciata italiana sia concessa la soluzione certa di una bella prigione con sbarre rinforzate. Si sa, i due erano stati inviati in missione antipirateria, una missione internazionale e indiscutibilmente d’impegno. Avranno, sì, faticato, e forse anche rischiato la pelle, ma guardate che licenza premio!
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]