Croce e Resurrezione: significato e simboli della Pasqua

05 aprile 2015, Andrea De Angelis
Nel rinnovare ai lettori della civetta i migliori auguri di una serena e sorprendente Pasqua, cogliamo l'occasione per indagare sul significato dei diversi simboli legati ad una delle feste più conosciute al mondo. 

Croce e Resurrezione: significato e simboli della Pasqua
Quest'anno la Pasqua arriva in un momento particolarmente delicato a livello geopolitico, con i cristiani nel mirino di vere e proprie persecuzioni in vari angoli del pianeta. 
Quanto accaduto appena 24 ore fa in Kenya non lascia più spazio a dubbi: i martiri non appartengono solo al passato e non si ricordano esclusivamente sui calendari. Martire è anche chi oggi, in nome della fede, rischia la vita. In Africa come in Asia. 

La croce è croce anche nel nuovo millennio. Credere o pensare di poterla relegare al passato è una inutile e demagogica operazione filosofica che si discosta dalla triste realtà.

Pasqua, però, è soprattutto resurrezione e dunque festa. Gioia autentica. 
Consapevoli di quanto detto, andiamo allora a conoscere più da vicino questa festa, iniziando dall'etimologia della parola Pasqua. 
Dal latino 'Pàscha' e dall'ebraico 'Pesàch', significa letteralmente 'passaggio, passare oltre'. Il riferimento originario è alla Pasqua ebraica, che celebra il passaggio dell'angelo sterminatore sull'Egitto, simboleggiante una peste che fece strage tra gli egiziani, ma risparmiò gli ebrei.
Lo stesso termine venne poi adottato dai cristiani per celebrare la morte e risurrezione di Gesù, ovvero il passaggio dal deserto della vita alla terra promessa del cielo.

Quando si celebra, però, la Pasqua cristiana? A differenza del Natale, come noto, non vi è una data fissa.
Il Concilio di Nicea stabilì che la ricorrenza cadesse nella prima domenica dopo il plenilunio che segue l'equinozio di primavera. L'arco di tempo va, così, dal 22 di marzo al 25 di aprile.

Croce e Resurrezione: significato e simboli della Pasqua
Particolarmente significativo è il giorno che precede di 48 ore la festa.
Il Venerdì Santo, noto soprattutto per la funzione della Via Crucis, per la Chiesa cattolica è il giorno della morte di Gesù Cristo, secondo giorno del Triduo pasquale, che segue il giovedì santo.  
La liturgia è incentrata sulla narrazione delle ultime ore della vita terrena di Gesù secondo il Vangelo di Giovanni e sull'adorazione della croce. Essa non è un semplice strumento di tortura, ma è segno dell'amore che Dio nutre verso gli uomini. Con la croce Dio riporta la vita vera nel mondo ed insegna all'uomo ad amare.
I cristiani in questo giorno sono invitati ad adorare la croce di Cristo e a non vivere rassegnati dinanzi alle proprie croci di ogni giorno, perché solo morendo si risuscita a vita eterna.  

Veniamo ai simboli della Pasqua.
Il più conosciuto è, probabilmente, l'uovo, la cui origine simbolica è davvero remota, rivestendo in diverse epoche e culture sia il simbolo della vita che della sacralità. Secondo alcune credenze pagane e mitologiche, il cielo e la Terra erano considerati come due parti di un unico uovo, e per gli egizi l'uovo era il fulcro dei quattro elementi dell'universo. Le uova venivano scambiate all'arrivo della stagione primaverile già dai persiani, e sempre in Egitto questa usanza era celebrata come un secondo capodanno. Le uova, per questo, iniziarono ad essere decorate a mano già nell'antichità. E così fecero anche i cristiani, per i quali l'uovo, nel ricordare un sasso privo di vita, rappresenta il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù.

Ma proprio in ciò che sembrava morto ecco una nuova vita, pronta a sbocciare.
Le uova di cioccolata, che prevalgono ormai su quelle decorate a mano, sono decisamente recenti: basti pensare che fino all'Ottocento erano praticamente una rarità.

Croce e Resurrezione: significato e simboli della Pasqua

Altro simbolo è la colomba. Se, come facilmente immaginabile, essa è simbolo di pace, in Italia è associata soprattutto a due dolci tipici del periodo pasquale, entrambi con meno di un secolo di vita.
La colomba pasquale, simile al panettone, venne creata dalla famiglia Motta negli anni Trenta dello scorso secolo, e da allora è, insieme al panettone e al tiramisù, il dolce più consumato dagli italiani.

Bisogna invece andare in Sicilia per apprezzare dei piccoli dolci a forma di colomba o galletto, su cui sono incisi disegni e punzonature, per assaggiare la 'palummedda': farina, zucchero, cannella e un uovo sodo a decorare il tutto.

Chiudiamo con il coniglio. Un simbolo, questo, che trova origine dai riti pagani precristiani sulla fertilità. Poiché per tradizione il coniglio e la lepre sono gli animali più fertili in assoluto, essi divennero fin dall'antichità il simbolo del rinnovamento della vita e della primavera.
Il coniglio come simbolo della Pasqua sembra avere origine in Germania nel XV secolo, come testimoniano le cronache dell'epoca. I primi dolci e biscotti a forma di coniglio sembra si siano diffusi sempre in Germania ai primi dell'800. Furono gli immigrati tedeschi e olandesi che portarono in America la tradizione, secondo la quale il coniglietto pasquale porta un cesto di uova colorate ai bambini che si sono comportati bene, spesso nascondendoli tra i cespugli del giardino. Un po' come accade con la calza nella festa dell'Epifania.

Ancora auguri. Di cuore. 
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