Capsula ultrasuoni per malattie vascolari: è il futuro della robotica medica

05 aprile 2016 ore 23:31, Adriano Scianca
Si chiama MicroVast, il progetto finanziato con 1,5 milioni di euro dalla Fondazione Pisa, per sviluppare strategie innovative per la diagnosi e terapia nel sistema vascolare, che rappresenta uno degli scenari più ambiziosi nel campo della robotica medica. 
Il progetto prevede l’utilizzo di una capsula capace di "navigare" nel flusso vascolare e di attaccare le placche aterosclerotiche che si formano nei vasi sanguigni. La capsula viene guidata "a distanza" tramite una piattaforma robotica e libera particelle magnetiche e microbolle per distruggere le placche aterosclerotiche. 
"Il sistema - ha spiegato Paolo Dario dell’istituto di Biorbotica della Scuola Sant'Anna di Pisa durante l’open day promosso dalla Fondazione per rendicontare i risultati dei progetti finanziati - si basa su un probe vascolare a locomozione magnetica, che naviga sotto visualizzazione ultrasonica e che libera particelle magnetiche e microbolle per l’attacco della placca aterosclerotica tramite ultrasuoni focalizzati e per il recupero degli eventuali frammenti tramite ancoraggio magnetico".

Capsula ultrasuoni per malattie vascolari: è il futuro della robotica medica
La ricerca, condotta in partnership con Cnr e Università di Pisa, ha già raggiunto i primi risultati: "La messa a punto – ha concluso Dario – di una piattaforma robotica con due manipolatori, uno per la navigazione magnetica e uno per la guida ultrasonica, validata con test in vitro ed ex-vivo, la dimostrazione dell’attacco di trombi in vitro tramite ultrasuoni focalizzati, il recupero magnetico dei frammenti di placca e trombi in simulatore in vitro e sistemi per il rilascio di farmaci anti-infiammatori post-terapia nei vasi, tramite supporti nanostrutturati. Ora proseguiremo il lavoro per sviluppare soluzioni utilizzabili nella pratica clinica". Il progetto della capsula dovrebbe contribuire a sviluppare strategie innovative per diagnosticare e  curare le malattie vascolari, un metodo alternativo a quello che già si utilizza, ossia gli ultrasuoni focalizzati e l’ancoraggio magnetico che si occupa di recuperare eventuali residui di placche.

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