Scorrano, era un melanoma non un semplice neo: 29enne è morta, 7 medici imputati

05 aprile 2016 ore 10:16, Giorgia
Si chiamava Roberta Filippo e faceva l'architetto la donna di Scorrano, che morì di cancro nel 2012, ma senza che i medici se ne accorgessero secondo la denuncia giunta a cinque medici dell'ospedale di Maglie e altri due in servizio tra Maglie e Lecce. La ragazza all'epoca 29enne aveva un melanoma nel neo che però, questa l’accusa, non venne preso nella giusta considerazione. I suoi ultimi giorni di vita sono stati alla ricerca della causa di ciò che la faceva star male per tutta Italia e in ogni ospedale, non ultimi il nosocomio di Ancona e quello di Milano. Ora con l’imputazione coatta da parte del Gip di Lecce ha raggiunto otto medici e niente archiviazione. Soddisfatti i familiari della Filippo che presentarono una querela con gli avvocati Stefano Chiriatti, Giovanni Bellisario, Giuseppe Presicce, Ilaria Toma e Massimo Manfreda dopo il decesso del 6 marzo del 2011, tre giorni dopo essersi laureata in Architettura. 

Scorrano, era un melanoma non un semplice neo: 29enne è morta, 7 medici imputati
E' mancato l'intervento tempestivo e la ragazza ad un anno dall'asportazione del neo, avrebbe iniziato a sentirsi male. Fu il controllo nell'ospedale di Ancona ha dare finalmente voce al quadro clinico: un tumore in stato avanzato, grave, sviluppatosi dopo aver rimosso il neo. "Si considera che un intervento tempestivo sulla paziente avrebbe potuto evitare un decesso prematuro della vittima, dipeso da un mancato intervento terapeutico. Se la paziente fosse stata debitamente curata, la morte non sarebbe stata la conseguenza di una serie di condotte omissive. ma sarebbe stato l'esito del progressivo aggravarsi  della malattia": ha detto il giudice che ha disposto l'imputazione coatta di omicidio colposo per i sette medici finiti sott'inchiesta. Un tumore della pelle scambiato per un neo poi asportato è la questione sul tavolo della giustizia.

La Puglia e i casi di malasanità non sono una novità. 
Già un altro giovanissimo di 34 anni Gravina in Puglia aveva vissuto per un anno e mezzo con una garza nell’addome, Dopo l’operazione di parto cesareo al “Miulli” di Acquaviva delle Fontisolo nel luglio 2013 la scoperta. Le furono asportati anche trenta centimetri di intestino tenue. Poi il processo che ha fatto finire sul banco degli imputati anche medici, infermieri e un tecnico. 
autore / Giorgia
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