Direzione Pd, scontro Renzi-Cuperlo e Renzi-Emiliano: ma il segretario stravince

05 aprile 2016 ore 12:09, Americo Mascarucci
Can che abbaia non morde, tanto rumore per nulla, dite quello che volete ma lo spettacolo andato in scena alla direzione nazionale del Partito Democratico è a dir poco allucinante.
Una direzione disertata da un ampio numero di componenti e quel che è grave proprio da quella minoranza Dem che un giorno sì e l’altro pure annuncia venti di guerra. 
Eppure di carne al fuoco ce ne era davvero tanta: il referendum anti-trivelle del 17 aprile con la segretaria Pd schierata sulla linea dell’astensione e la minoranza attestata sul sì; le dimissioni del ministro Federica Guidi e l’emendamento "Tempa Rossa" che sta mettendo  in serie difficoltà il Governo;  le elezioni amministrative alle porte e le tante situazioni ancora da risolvere sul territorio con in testa la vicenda "Napoli" e la guerra fra l'ex sindaco Bassolino e la dirigenza Dem.
Insomma c’erano tutti gli elementi per assaltare il segretario e tentare di azzopparlo politicamente. Invece la direzione si è conclusa con una schiacciante maggioranza per Renzi che ha visto la sua linea approvata con 98 voti favorevoli contro solo tredici contrari. Il Pd è dunque saldamente nelle mani del Premier-segretario con una dissidenza brava ad "aprire il fuoco" sui giornali per poi disertare in massa le sedi deputate dove la prova dei numeri è decisiva. E' vero, Cuperlo non le ha mandata a dire a Renzi, ma è sembrato a tutti gli effetti un "generale senza soldati"; e le battaglie si sa si fanno con le truppe non da soli. 

Direzione Pd, scontro Renzi-Cuperlo e Renzi-Emiliano: ma il segretario stravince
Renzi ha attaccato anche il Governatore della Puglia Michele Emiliano che ha criticato il Governo tanto sull'emendamento "Tempa Rossa" giudicato un gravissimo errore, che sulla linea astensionista del referendum. 
Renzi ha voluto ricordare all'ex magistrato Emiliano che ci sono voluti otto anni per arrivare ad una sentenza su un processo analogo e per certi versi intrecciato con la nuova inchiesta Tempa Rossa. Sentenza di primo grado, dunque appellabile e quindi destinata a morire per prescrizione.  Renzi ha contestato ad Emiliano di considerare "accettabile" una giustizia che impiega otto anni per arrivare ad una sentenza di primo grado.
Insomma con questi avversari Renzi può stare davvero in una botte di ferro?

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