Statali a dieta, accordo Aran-sindacati prima dell'ultimo step: "Rinnovo subito"

05 aprile 2016 ore 11:21, Americo Mascarucci
E' stato firmato tra Aran e sindacati l'accordo che riduce i comparti del pubblico impiego a quattro. 
E' quanto fanno sapere le sigle presenti al tavolo, al termine di un incontro fiume che si è chiuso con la sottoscrizione dell'intesa.
"Ora il governo non ha più alibi: si rinnovino i contratti pubblici e lo si faccia subito", scrive la Cgil in una nota appena successiva alla firma. 
Anche il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha espresso soddisfazione: "Sistema contrattuale più semplice e innovativo per lavoratori pubblici e Paese - ha scritto in un tweet dopo l'intesa tra Aran e sindacati - si è chiuso l'accordo sulla riduzione a quattro comparti".
I nuovi comparti sono i seguenti: "funzioni centrali, funzioni locali, sanità e istruzione e ricerca". 
L'accorpamento ha riguardato primo e ultimo settore (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici e scuola ricerca e università che erano distinte), mentre la presidenza del consiglio (nonostante sul punto ci siano state le critiche delle sigle) rimane autonoma. La riduzione dei comparti determina anche la riduzione delle aree dirigenziali, sempre a quattro, seguendo quanto previsto dalla legge Brunetta e rimasto finora solo su carta. 

Statali a dieta, accordo Aran-sindacati prima dell'ultimo step: 'Rinnovo subito'
Per salvaguardare specifiche professionalità all'interno dei comparti, ognuno avrà il suo contratto, a una parte "comune" potranno essere affiancate parti "speciali". Quanto alla rappresentatività sindacale all'interno dei nuovi comparti è prevista una fase transitoria, che fa salve le ultime elezioni delle Rsu, ma resta ferma la soglia del 5% di deleghe e voti. 
La sottoscrizione dell'intesa era il tassello che mancava prima di poter riaprire il tavolo per il rinnovo dei contratti, come più volte rimarcato anche dal ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. L'ultima legge di stabilità ha destinato al comparto della PA 300 milioni di euro: cifra ritenuta insufficiente dai sindacati che puntano al nuovo Def e alla prossima finanziaria, al fine di "riconoscere adeguamenti salariali ai dipendenti che hanno gli stipendi bloccati da oltre sei anni".
Un blocco che la stessa Consulta ha ritenuto illegittimo.

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