Realacci (Pd): "Renzi serve al Paese, mentre nella minoranza dem sfida a chi fa più il cattivo"

05 aprile 2016 ore 11:39, Lucia Bigozzi
“Cuperlo Vs Renzi? Non vorrei che fosse in atto una competizione tra esponenti della minoranza dem a chi fa il più cattivo. Gianni è uno dei pochi a pensare che Renzi non sia un leader”. Così Ermete Realacci, parlamentare dem, commenta il j’accuse dei “ribelli” piddini contro il segretario-premier nella conversazione con Intelligonews il giorno dopo la “direzione” al Nazareno. 

Per Cuperlo “Renzi non è un leader”. Come legge il j’accuse del “moderato” esponente della minoranza dem? 

«Non mi pare che sia così e francamente Gianni è uno dei pochi a pensarla così. Nonostante le molte critiche che si possono rivolgere a Renzi penso che in questo momento così difficile per l’Italia sia ciò che serve al nostro Paese. Quindi, fra le tante cose dette da Cuperlo, questa mi è sembrata una delle più gratuite. Cuperlo è una persona assolutamente civile e gradevole, tuttavia non vorrei che fosse in atto una competizione tra esponenti della minoranza dem a chi fa il più cattivo, perché questa tendenza diventa ortogonale rispetto ai contenuti dell’agenda politica e al futuro. Ma c’è un altro aspetto che evidentemente Cuperlo non considera in maniera approfondita…».

Quale? 

«Renzi ha posto un problema molto serio sul fatto che ci sia una inadeguatezza della sinistra europea ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte e mi sembra che se si dovesse valutare sulla base della forza, in Europa non c’è nessun partito di quella famiglia che sia più forte del Pd. E siccome Gianni viene da quella storia, forse sarebbe utile interrogarsi su questo»

Il dato è che nonostante le accuse e gli attacchi Renzi vince sempre. Ma c’è anche chi sostiene che sia solo questione di tempo e che alla fine si andrà al voto anticipato nel 2017. Scenario credibile?

«Onestamente Renzi lo ha sempre escluso e non mi pare che sia una persona che abbia reticenze nel dire le cose. Per cui, credo che Renzi voglia portare avanti il lavoro che ha avviato e portato al voto alla scadenza naturale del suo mandato un’Italia che ha migliorato la sua posizione. Di voto anticipato non ho alcun sentore»

Se da una parte c’è Cuperlo contro Renzi; dall’altra c’è Emiliano contro Renzi sul dossier trivelle. Ci sono due Pd “trivellanti”?

«Spero che quale sia l’esito del referendum, di questo tema si parli dopo il 17 aprile. Quanto alla posizione di Emiliano, è difficile escludere un uso strumentale del tema da parte sua, perché francamente, i quesiti proposti dalle Regioni hanno avuto pieno successo, per non parlare del fatto che l’Italia è l’unico Paese in Europa a prevedere norme concessorie già rilasciati in zone di mare entro dodici miglia marine, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. In più, la Puglia non è interessata ad alcuna attività di questo genere»

Lei, ambientalista doc è stato accusato di essere pro-trivelle. E’ così? 

«Assolutamente no, chi sostiene questo non ha capito nulla oppure è in malafede. La verità è che con le modifiche che il governo ha apportato il referendum è ormai indebolito e perfino discutibile. In sostanza, gli obiettivi che si ponevano le regioni referendarie sono stati sostanzialmente raggiunti, per quello che riguarda sia le 12 miglia come anche alcuni progetti già in corso come Ombrina sul quale si è tornati indietro e non si farà. E’ stato corretto anche quello che io considero uno scivolone gratuito, ovvero quell’autorizzazione data il 22 dicembre per esplorazioni al largo delle Tremiti, che è vero che stavano al di fuori delle 12 miglia, ma che francamente era meglio non concedere, oltretutto a una società improbabile. Tuttavia, mentre non condivido la scelta del Pd di invitare esplicitamente all'astensione nel referendum, comprendo la scelta di parte dello schieramento per il ‘Si’ di utilizzare la consultazione, al di là del merito che è diverso e come ho spiegato molto più limitato, per spingere il governo su politiche molto più decise nel ridurre il ricorso alle fonti fossili, in coerenza con la direzione indicata dalla COP21 di Parigi per contrastare i mutamenti climatici. E per questo motivo voterò sì».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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