Aids "di moda", polemiche su Convivio. Ma non è la prima campagna choc

05 aprile 2016 ore 12:32, Andrea De Angelis
Per far arrivare un messaggio a volte è necessario "andare oltre". Ma cosa significhi questa affermazione non è ancora ben chiaro. Siamo alle solite: ci sono dei limiti? Il messaggio deve arrivare in modo forte, diretto, preciso. Su questo non ci sono dubbi. Le modalità sono però soggettive e così tra forma e contenuto c'è un ampio spazio per polemiche e indignazioni varie. 

In rete in particolare si moltiplicano i commenti negativi (ma ci sono anche quelli di senso opposto) per la nuova campagna di Convivio, la mostra benefica  la mostra mercato benefica i cui proventi vanno alla lotta all'Aids (la nuova edizione è prevista a Milano dall'8 al 12 giugno 2016). Nelle immagini si vedono i volti di Donatella Versace e Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, che sovrastano uno slogan controverso: 'L'Aids è di moda'. Quel "moda" va letto ovviamente in un modo ben preciso: visti i numeri, sembra che la malattia non conosca la parola fine. Moda nel senso statistico del termine, non certo come apprezzamento verso una malattia. Spiegazione logica e facile, ma che non basta a chi punta il dito contro quelle immagini. 
Aids 'di moda', polemiche su Convivio. Ma non è la prima campagna choc
In Italia, come riporta Repubblica.it, ci sono 120mila persone sieropositive e ogni anno si registrano 4mila nuovi casi di contagio. 'Io ci metto la faccia, a te chiedo di fare shopping, meglio Fasion VIctim che Aids Victim", si legge nella campagna. La parola "moda", poi, è giustificata anche dal luogo (Milano) in cui si terrà tra due mesi la nuova edizione. 

Guardando al passato non si tratta certo della prima campagna choc. In Svizzera, ad esempio, poco meno di due anni fa l''Ufficio federale della sanitò pubblica (Ufsp), Aiuto Aids Svizzero e Salute sessuale Svizzera, ha promosso "Love life - Nessun rimpianto", progetto che vede i protagonisti dei video e dei manifesti fare sesso. E i protagonisti sono coppie reali. Coppie etero e gay ritratte in diverse posizioni per un messaggio chiaro: il sesso protetto è attrattivo tanto quanto quello non protetto. Allora perché rischiare? 


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