Inchiesta petrolio, Di Pietro: "Caro Renzi, stop a opere pubbliche è sempre colpa di chi ruba mai dei pm"

05 aprile 2016 ore 15:17, Marco Guerra
La regola è sempre la stessa: “La colpa non è dei magistrati, ma di chi ruba”. Antonio Di Pietro interviene così su IntelligoNews e commenta lo scandalo delle perforazioni petrolifere in Basilicata che ha fatto dimettere il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, e che sta facendo tremare tutto l’esecutivo Renzi. 

Di Pietro che idea si è fatto del caso Tempa Rossa? Renzi dice che le inchieste della magistratura lucana non arrivano mia a sentenza e rivendica la sua azione per sbloccare un impianto di importanza nazionale…
“Allora partiamo dal fatto che una cosa è l’autonomia energetica, un'altra è rispettare le regole del gioco per avere energia. Altrimenti tutti quelle che hanno la macchina sono autorizzati a rubare la benzina per fare il pieno. Nella fattispecie quello che mi ha colpito di più è il comportamento del presidente del Consiglio, cioè parlare della responsabilità dei
Inchiesta petrolio, Di Pietro: 'Caro Renzi, stop a opere pubbliche è sempre colpa di chi ruba mai dei pm'
giudici per il fatto che finora quell’impianto non fosse entrato in funzione. E quindi lui sarebbe stato costretto ad intervenire d’urgenza?”. 

Le cose non stanno così?
“Ora, posto che i processi si fanno perché ieri è intervenuta una condanna proprio relativa ad uno dei rami dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata, il discorso è che meno male che i lavori non sono partiti perché altrimenti gli impianti sarebbero stati fatti in violazione delle leggi penali. Se le opere pubbliche non si fanno, non è mai per colpa dell'indagine ma per colpa dei delinquenti che rubano”. 

Quindi la magistratura non ha responsabilità?
“La politica deve aiutare la magistratura ad avare strumenti e mezzi. Invece Renzi ha ridotto i mezzi per i magistrati: il personale è insufficiente e sono state ridotte anche le spese. Inoltre si fanno provvedimenti che rendono più difficile l’accertamento dei fatti. Insomma in Italia si mettono i bastoni tra le ruote all’azione della magistratura”. 

Ma il caso Guidi ha dimostrato che in Italia è duro a morire quel sistema di consorterie e di interessi che portano a far sì che i posti chiave siano sempre occupati dagli amici degli amici...
“Credo che ci sia un’anomalia di fondo nelle scelte Renzi: un rappresentate del mondo industriale in un dicastero dovrebbe fare gli interessi di tutti, ma è rischioso. Con tutta la buona fede, quella resta un’indicazione di parte, ecco perché ritengo che addossare tutte le responsabilità alla Guidi sia una furbata. Già di per sé il governo Renzi è anomalo sul piano della sua esistenza istituzionale, non è figlio di un momento elettorale. Ma prima che a Renzi do una colpa politico al presidente Napolitano che ha messo insieme "cani e gatti".

Non crede che questa anomalia sia proprio la fortuna di Renzi, in un altro momento storico un governo così eterogeneo sarebbe caduto già da un pezzo…
“La responsabilità principale di questa situazione vedremo se saprà prendersela il cittadino italiano, perché a ottobre ci sarà il referendum sulla riforma costituzionale e vedremo finalmente se questi italiani, che si lamentano tutti i giorni, avalleranno ciò che sta facendo Renzi o se invece ritengono che la Costituzione è stata violentata. Io voterò contro questa riforma Costituzionale. Se la riforma passasse riterrò responsabili tutti quegli italiani che hanno chiuso gli occhi”.

E per il referendum sulle trivelle cosa farà?
“L’astensione è un diritto del cittadino, ma chi è al governo deve esortare il cittadino ad andare alle urne. Io ritengo squallido l’atteggiamento di chi invita a restare a casa. E lo ha fatto anche il premier. Ad ogni modo io quella domenica mi farò 2000 chilometri in giro per l’Italia pur di andare al mio seggio a Bergamo per esprimere il mio voto contro le trivelle, quindi “sì” per l’abrogazione”. 

Cuperlo ha accusato Renzi di non avere la stoffa del leader anche se coltiva l’arroganza del capo. Concorda con queste parole…
“Io lo ritengo un abile venditore di pentole, che le spara talmente grosse per carpire la buona fede dei cittadini. Se lei ci fa caso è già andato una decina di volte ad inaugurare un tunnel sulla Salerno- Reggio. Va in giro a tagliare nastri e fare dichiarazioni per vedere prodotti che in realtà ancora non ci sono”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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