Panama papers, la cirsi di Cameron per colpa del padre. E Corbyn chiede "il pugno di ferro"

05 aprile 2016 ore 16:40, Marta Moriconi
Geoffrey Robertson, avvocato internazionale per i diritti umani, alla Bbc ha sferrato il suo attacco: "L"impero britannico si è ridotto a una serie di paradisi fiscali, le isole del tesoro, come sono note". Il leader del partito laburista Corbyn, ha chiesto invece "il pugno di ferro sui paradisi fiscali, il governo ha un'enorme responsabilità. Molti di quei paradisi sono territori e dipendenze della Corona". Poi ha definito "vasi di miele della corruzione internazionale e dell'evasione" questo luoghi che "sottraggono entrate fiscali al nostro Paese e a molti altri, alimentando la disuguaglianza. Non ci possono essere norme fiscali per l'élite e norme per il resto di noi". 
Tutto questo mentre l'Agenzia delle Entrate britanniche cerca informazioni sulle società offshore alla ricerca della verità. 
Ma perchè sembra proprio che tutti abbiano fretta? Perchè il caso coinvolge il premier David Cameron, che affronta crescenti pressioni perchè i ricchi della terra per pagare meno tasse non usino le dipendenze della Corona, e dall'altra parte è rimasto coinvolto nello scandalo 'Panama Papers'. 

D'altronde se la Gran Bretagna "è al cuore di una rete di internazionale di evasione fiscale" ne esce male tutta la Monarchia, altro che solo il premier.
Tutta colpa del padre Ian sarebbe, che avrebbe nascosto per decenni al fisco britannico le sue fortune di broker della finanza conquistano finalmente l'apertura di alcuni giornali di Londra: dal Guardian, al Times, al Daily Mirror.
L'uomo, morto nel 2010, avrebbe dirottato fin dal 1982 ingenti somme di denaro in Centro America, facendo ruotare in seno al board della sua società - la Blairmore Holdings - decine di prestanome caraibici. E a Panama quando è rimasto? Si chiedono in molti. 
Per la portavoce del premier sono "questioni private", per altri non è affatto così. 

Ma altri nomi di notabili e donatori del Partito Conservatore britannico emergono frattanto dai leaks. Il governo è sotto tiro e l'avvocato chiede "una qualche forma di convenzione internazionale" sulla trasparenza di tutta risposta...
Magari finirà come quella volta che il governo decise per il potere diretto sulle isole Turks and Caicos dopo la scoperta di una rete di corruzione vastissima. Nel 2012 col patto di fornire informazioni fiscali tutto tornò alla normalità... 
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