Le Iene, Formigoni: "Sono io l'aggredito. Sto preparando un esposto, l'Ordine dei giornalisti rifletta"

05 aprile 2016 ore 17:09, Marco Guerra
“Ho dato incarico ai miei legali di procedere in ogni direzione per ristabilire la verità dei fatti”, il senatore Roberto Formigoni spiega ad IntelligoNews la sua versione in merito al video della colluttazione avuta con la Iena, Filippo Roma, che incalzava l’ex presidente della regione Lombardia riguardo ad una condanna per diffamazione nei confronti dei Radicali 

Senatore Formigoni abbiamo visto che intende procedere legalmente contro il servizio delle Iene, insomma non poteva finire tutto con una stretta di mano? 
"Prego?!"

Quindi lei esige delle scuse?
“Prego? Ma che domanda sta facendo! I miei legali stanno preparando un esposto in cui verranno messi nero su bianco i fatti come si sono svolti i fatti. Verrà descritto ciò che ho subito, perché i fatti sono che il senatore Formigoni è stato inseguito da una truppa delle
Le Iene, Formigoni: 'Sono io l'aggredito. Sto preparando un esposto, l'Ordine dei giornalisti rifletta'
Iene fino in ospedale. I miei legali stanno valutando anche il reato di diffamazione perché la tesi sostenuta per tutto il servizio è che io non rispetto le sentenze. Cosa che non è la verità. Ci sono delle ipotesi di reato, le porteremo nelle dovute sedi”. 

Si riconosce nel giornalismo che fanno le Iene? 
“E lei lo chiama giornalismo? No, ragioniamo seriamente perché questa è una riflessione che faccio da membro della professione visto ho il tesserino dal lontano 1985. Queste trasmissioni mettono in scena un’intervista, ma è un’intervista? Un’intervista si basa sul fatto che l’intervistato accetta di farla. Qui non c’è il consenso dell’intervistato. Ma se chi deve essere intervistato non risponde vanno in scena solo le domande, che in questo caso contengono una tesi che io ritengo falsa, ovvero che il senatore Formigoni non rispetta le sentenze. Forse sarebbe opportuno che l’Ordine dei giornalisti facesse qualche riflessione”. 

Non le sarebbe convenuto rispondere alle domande del giornalista spiegando qual era la sua versione dei fatti? 
“È esattamente quello che ho fatto io, ma quale violazione della sentenza? Mi devono spiegare come si fa a violare una sentenza, se uno viola la sentenza si mette fuori legge e non mi sembra questo il caso; insomma gliel’ho detto e ridetto come la pensavo riguardo la sentenza ma loro continuavano ad incalzarmi e io mi sono difeso da quella che io chiamo un'aggressione fisica e deontologica”.

Questi programmi però continuano ad avere grande successo, si è chiesto perché? 
“Io mi fermo qui non voglio generalizzare, descrivo nel post su facebook e in questa intervista come si sono svolti i fatti e poi lascio questa riflessione all’ordine dei giornalisti e alla pubblica opinione”.

In un’altra cornice e con altre modalità accetterebbe un confronto con le Iene? 
“Come? Io accetto un confronto se vengono accettate le regole del giornalismo. Il problema non è le Iene o non le Iene, non mi sono mai sottratto alla interviste se sono svolte secondo una corretta deontologia, ovvero uno chiede un’intervista, fa le domande, e quando la materia è molto delicata, magari si chiede anche se è possibile rivedere il testo, questo è il giornalismo. Oppure un giornalista può commentare liberamente e raccontare quello che vuole, ma se riporta fatti sbagliati c’è una deontologia a tutela della persona che ritiene che quel commento e quel servizio non rispettano la verità e sono lesivi per la sua reputazione”. 

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]