Studenti italiani insufficienti: l'allarme Ocse. ELEMENTARE Watson. Ecco perchè

05 dicembre 2013 ore 11:05, intelligo
Studenti italiani insufficienti: l'allarme Ocse. ELEMENTARE Watson. Ecco perchè
di Andrea Davì
Una settimana da dimenticare per la scuola e gli studenti italiani. Dopo la bocciatura rimediata dalla Curva Juventina, riempita di elementari e medie, per il coro "shit!" riservato al portiere avversario, in questi giorni è arrivato dall'Europa un altro brutto voto, a metà tra un appena appena sufficiente e un mediocre.
L'Ocse ha infatti pubblicato i risultati dei test Pisa 2012 (Programme for International Student Assessment) che vengono condotti ogni tre anni nelle scuole di tutto il mondo per valutare la preparazione di studenti quindicenni in matematica e scienze oltre la loro capacità di lettura.
L'Italia si è classificata 32esima su 65 nazioni e pur migliorando, ha totalizzato un punteggio inferiore alla media Ocse in tutti e tre i campi considerati.
Per la cronaca il podio spetta all'Asia con le tre città-stato di Shanghai, Singapore e Hong Kong mentre il primo paese europeo è il Liechtenstein all'ottavo posto. (http://www.oecd.org/pisa/keyfindings/pisa-2012-results-overview.pdf)
La matematica, su cui si concentrano maggiormente le attenzione dell'analisi, è risultata nel nostro Paese un vero e proprio incubo per uno studente su due.
Eccezion fatta per i ragazzi di Trentino, Friuli Venezia Giulia e Veneto che non solo hanno ottenuto i risultati i migliori a livello nazionale ma il loro rendimento in campo matematico è ai primi posti anche nella classifica mondiale rispettivamente all'11mo, 12mo e 14mo posto.
Il dato meno incoraggiante è invece il netto divario che emerge tra le regioni del nord, dove si registrano le eccellenze con medie spesso superiori a quella nazionale il sud d'Italia dove le prestazioni sono più scarse con la Sicilia e la Calabria fanalini di coda intorno al centesimo posto, con lo stesso punteggio di Turchia e Romania.
Dai dati generali emerge che i ragazzi hanno risultati migliori in matematica in 37 Paesi, conseguenza diretta, secondo l'Ocse di un retaggio culturale ancora molto presente: le ragazze “sono meno motivate socialmente all’apprendimento della matematica”.
Tornando all'Italia, il gap sociale resta la principale causa della differenza di rendimento tra uno studente e un altro, quelli più in difficoltà come prevedibile sono i ragazzi immigrati, la cui presenza nelle scuole italiane è salita dal 2003 di 5 punti percentuali.
Bisogna anche sottolineare che mentre nelle altre nazioni si tende a distribuire le risorse in modo equo tra le scuole, in Italia, secondo l'Ocse esiste un assioma tra gli istituti più prestigiosi, che ricevono più fondi, e i risultati ottenuti nei test: il 51% della variazione deriva proprio dalla scuola frequentata.
Una preside del Nord-Est rivela che se "nella provincia autonoma di Trento ci sono tra i migliori studenti del mondo e certamente i migliori in Italia" è perché  sono quindici anni che ogni studente viene a costare "una volta e mezzo" di quanto costa nelle altre regioni.
Gli studenti italiani sembrano davvero “felici” di andare a scuola vuoi per l'abitudine diffusa saltare le lezioni o arrivare in ritardo ma anche per lo scarso impegno profuso nello studio. Sarà quest'ultimo il motivo che fa sentire il 43% dei nostri ragazzi incapaci e molto agitati quando devono risolvere un problema?
Rimane comunque la nota positiva del miglioramento di 18 punti in scienze, di 20 in matematica rispetto alla rilevazione del 2003 ma vi prego non chiedetevi come può essere avvenuto.
«Non sappiamo spiegare questo recupero. L'Italia ha compresso gli investimenti quando gli altri paesi assimilabili li hanno espansi», ammette l'analista dell'Ocse Francesca Borgonovi.
Il riferimento dell'esperta è chiaramente al taglio di otto miliardi praticato dalla riforma Gelmini dal 2008 al 2011.
In Finlandia per essere scivolati in dodicesima posizione il ministro dell'Educazione e delle Scienze ha dichiarato: «Dobbiamo prendere immediatamente provvedimenti. Ci rivolgeremo a ricercatori, pedagogisti, politici, ma anche a rappresentanti dei genitori e degli studenti».
Il commento del sottosegretario italiano all'istruzione, Marco Rossi Doria, è stato: «è il paradigma della complessità». Elementare Watson!
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