Mazziotti (Sc): “Caduti gli alibi, subito la riforma elettorale. Grillini incoerenti..."

05 dicembre 2013 ore 14:05, Lucia Bigozzi
Mazziotti (Sc): “Caduti gli alibi, subito la riforma elettorale. Grillini incoerenti...'
“I tempi per cambiare la legge elettorale ci sono, bisogna vedere se c’è la volontà politica. Sc torna in prima linea per accelerare il confronto e trovare una soluzione”. Andrea Mazziotti, parlamentare montiano, usa il pragmatismo contrapposto allo show dei grillini in Aula che urlano “l’illegittimità del parlamento”. A Intelligonews spiega il percorso al quale la politica è costretta dopo il pronunciamento della Consulta, proprio mentre dall’altra parte dell’Emiciclo i 5Stelle scatenano la bagarre…
Onorevole Mazziotti, dopo il no della Consulta al Porcellum adesso che succede? «Succede che si devono leggere le motivazioni perché il messaggio della Consulta è molto forte ma al tempo stesso contiene nella parte finale un inciso che dice che il parlamento può sempre adottare una diversa legge elettorale; per cui lascia pensare che non succeda nulla dal punto di vista della decadenza del parlamento, come invece sostengono i 5Stelle. Del resto, era un pronunciamento in qualche modo prevedibile e Sc da subito si è impegnata a lavorare su questo tema». Proprio stamani c’è stata bagarre in Aula e un botta e risposta serrato tra i 5Stelle e la presidente Boldrini. Grillo sta alzando il tiro? «Stanno dicendo che è il Parlamento è illegittimo e c’è da credere che andranno avanti così per settimane. Noi abbiamo sempre sostenuto che era una legge sbagliata, adesso l’effetto del pronunciamento della Consulta è che la politica deve procedere a velocità elevatissima per la riforma. La polemica dei 5Stelle è strumentale: è lo stesso partito che poco tempo fa, nella persona di Grillo, aveva detto di volere le elezioni con il Porcellum». Oggi Grillo ha aperto al Mattarellum… «I suoi parlamentari ne hanno appena chiesto la calendarizzazione alla Camera. E’ un atteggiamento incoerente e il paradosso è che prima hanno detto ok al Porcellum, oggi sostengono una posizione diversa. E’ indubbio che il pronunciamento della Corte costituzionale costringerà a cambiamenti ed è altrettanto ovvio che adesso si sono entusiasmati i fautori del proporzionale». Si ritorna a un proporzionale puro? Di fatto da oggi la sentenza della Corte lo ‘resuscita’. «Io spero di no. Noi abbiamo sostenuto la necessità del doppio turno di coalizione oppure il ritorno al Mattarellum perché il proporzionale puro con le preferenze tipico della prima Repubblica ha distrutto l’economia ed è stato bocciato da un referendum che aboliva le preferenze. Non credo che la sentenza della Corte possa dire che non si può avere il maggioritario o un sistema bipolare: in mancanza per il momento del testo completo della sentenza, assumo che i giudici abbiano ritenuto che non si può avere un sistema elettorale dove il premio di maggioranza non ha una soglia minima ragionevole e dove la scelta dell’elettore sia esclusa da un meccanismo di liste bloccate». Resta il fatto che quello della Consulta è uno schiaffo alla politica. Adesso avete di fronte un mese o due per fare quello che finora è rimasto impigliato in tatticismi e rinvii. Ce la farete e come? «Sc è stata la prima a presentare una proposta. Noi ci sentiamo tirati in causa ma relativamente: il punto è che i tempi ci sono, bisogna vedere se c’è la volontà e cosa dice la motivazione della Corte, perché non è detto che per effetto immediato dalla sentenza vi sia una decadenza immediata del parlamento. La Consulta stabilisce che i principi sono incostituzionali e che il paese deve avere sempre una legge elettorale vigente. Detto questo, ora i tempi ci sono e bisogna cominciare da oggi». In che modo, col ritorno al Mattarellum sostenuto dal Pd rispetto al quale Sc non è contraria? «Il Pd per la verità, non è totalmente unanime sul Mattarellum. Noi abbiamo proposto il doppio turno di coalizione ma possiamo ragionare anche su quel sistema di voto». Lo stop al Porcellum si traduce in una mano al governo Letta? «Sicuramente in questo momento non si possono sciogliere le Camere. In realtà è una ‘mano’ di breve periodo perché in questa fase si tratta di riformare la legge elettorale e se lavoriamo bene, in un paio di mesi di può fare. O forse anche in un tempo minore se alla fine si tratterà di tornare al Mattarellum». Calderoli, il “papà” del Porcellum oggi dice: ‘ la toppa è peggio del buco, così governo Letta sine die’. Qual è la sua valutazione? «È indubbio che c’è un elemento per non andare alle elezioni proprio perché non c’è una legge elettorale, ma non credo che di fronte agli italiani una situazione del genere sarebbe sostenibile a lungo. Per tornare al voto bisognerebbe che qualcuno togliesse la fiducia al governo: non vedo questo pericolo e non penso ci siano i presupposti. Ma la ragione per non votare non può essere quella che non abbiamo una legge eletttorale».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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