Silvio offre ad Angelino il calumet della pace (primarie di coalizione). A Letta lancia boomerang della giustizia

05 dicembre 2013 ore 15:10, Lucia Bigozzi
Silvio offre ad Angelino il calumet della pace (primarie di coalizione). A Letta lancia boomerang della giustizia
Uno: il Cav di lotta apre (con riserva) alle riforme costituzionali. Due: sì alle primarie di coalizione. Musica per le orecchie di Angelino Alfano, respiro di sollievo per Letta. 
COSA SI MUOVE TRA NCD E FI? Da ‘fratelli coltelli’ a ‘cugini’ e ‘figli’, ora la nuova versione potrebbe prendere una piega più soft e più calibrata sulla battaglia elettorale: europee e, quando sarà, politiche. Sta di fatto che su due questioni non proprio irrilevanti – sia per il governo che per il futuro del centrodestra - Berlusconi e Alfano potrebbero ritrovarsi seduti a fumare il calumet della pace. Opposizione dura e senza paura. Il Cav. detta la linea d’attacco ai suoi in vista del voto di fiducia a Letta. Alza la posta ma si lascia un margine di ragionevole mediazione sulle riforme costituzionali dalle quali non vuole lasciare fuori Fi. A una condizione però: bisogna essere sicuri che in testa al dossier ci sia una “riforma completa e profonda della giustizia”. Finalità duplice: portare a casa la madre di tutte le battaglie forziste e magari riuscire finalmente a intestarsene il merito dopo aver mancato il bersaglio durante i suoi governi e costringere Alfano e il Ncd a seguirlo su questa strada e, da dentro Palazzo Chigi, a “condizionare” l’agenda di Letta. Resta da capire, a questo punto, cosa ne sarà del Comitato dei 40 che avrebbe dovuto varare le riforme costituzionali con un iter rapido, visto che i berluscones non sono intenzionati a farne parte. Letta di certo tirerà un respiro di sollievo dal momento che le riforme costituzionali valgono se c’è un’amplissima condivisione del parlamento, ma è anche consapevole che il paletto messo dal Cav. sulla giustizia potrebbe rivelarsi un boomerang soprattutto dalla parte a sinistra del suo governo. SMS PER ANGELINO. Nessun attacco frontale ai “cugini” di Ncd. Men che meno ad Alfano. Per ora Berlusconi gioca la fiches della prudenza e apre all’idea del vicepremier di fare primarie di coalizione per scegliere il candidato premier. Angelino raccoglie l’assist e lo rilancia: “Dimostra la sua lungimiranza e la visione di prospettiva. Ne sono molto soddisfatto”. La considera una “scelta importante e va incontro a quello che noi avevamo chiesto e che era stato molto condiviso anche da altri protagonisti del centrodestra, a cominciare dal presidente Maroni”. Glissa però sulla possibilità che a candidarsi alle primarie possa essere anche lo stesso Berlusconi. Alfano sfodera tutto il suo fari play: “Tutte le altre considerazioni sono molto premature”. Cautela, dunque. Dall’una e dall’altra parte. Ma segnali di disgelo ci sono anche se non è facile decifrare il senso del messaggio incrociato: le truppe in campo ancora si guardano in cagnesco; i berluscones paventano l’idea di chiedere la ‘decadenza di Napolitano’ dopo il pronunciamento della Consulta sul Porcellum. Gli alfaniani sono tenacemente convinti delle strette ma coese intese. Per ora ci si concentra sul weekend politico dal quale discenderanno gli scenari futuri: sabato Alfano lancia la convention del Nuovo Centrodestra; domenica Berlusconi rimette in moto i Club di Forza Italia; Renzi si gioca la leadership del Pd. Letta attende gli esiti. Col fiato sospeso, anzi col fiato del sindaco-rottamatore sul collo.
autore / Lucia Bigozzi
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