Scorre petrolio "scottante" questa settimana: Erdogan e Putin ancora ai ferri corti

05 dicembre 2015 ore 8:10, intelligo
Scorre petrolio 'scottante' questa settimana: Erdogan e Putin ancora ai ferri corti
Prove e contro-prove. E’ la settimana del braccio di ferro tra Russia e Turchia a incendiare il dibattito politico e non, ma anche a tenere col fiato sospeso mezzo mondo. Il tutto mentre l’Isis trasloca in Libia e la Nato “invita” a entrare nell’Alleanza il Montenegro (ennesima mossa per stoppare il Cremlino). Intelligonews ha raccolto le opinioni degli “addetti ai lavori”.

PUTIN VS ERDOGAN. La tensione sale alle stelle quando il Cremlino comunica al mondo di “avere le prove” del coinvolgimento dei familiari di Erdogan (compreso il figlio) nell’approvvigionamento del petrolio dall’Isis. Il giornalista e scrittore Giulietto Chiesa ritiene attendibili le accuse di Mosca e punta il dito contro il business del petrolio che non conosce padroni ed è senza tempo, perché nemmeno dalla Conferenza di Parigi (Cop21) i grandi della terra sono riusciti a superare “l’oro nero” per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici. Per Massimo Fini, giornalista e scrittore, esperto di politica estera, “Putin ha ragione” ma nelle ore concitate del braccio di ferro Russia-Turchia invita a guardare con una certa attenzione anche la strage di San Bernardino, in California che al Centro disabili assaltato da un commando di terroristi spezza quattordici vite. Nel giorno dell’arresto a Brescia dei quattro presunti jihadisti kosovari, l’europarlamentare della Lega Mario Borghezio punta il dito contro un’Europa “che non fa” e boccia “le agevolazioni che si starebbero preparando proprio per la Turchia”. Rilancia la necessità di sospendere Scenghen e l’auspicio 48 ore dopo diventa quasi realtà perché l’Ue starebbe pensando alla stessa cosa per un arco temporale di due anni. Nel frattempo la Nato si muove nello scacchiere europeo invitando il Montenegro a entrare nell’Alleanza atlantica. Cosa c’è dietro? Per il filosofo Diego Fusaro stanno “accerchiando Putin” , mentre il leader del Partito Comunista, Marco Rizzo suggerisce al numero uno del Cremlino di “ricostruire l’Unione Sovietica”. 

Nel frattempo, l’Europa boccia la “dittatura social di Erdogan” e la Corte per i Diritti Umani di Strasburgo condanna la Turchia per aver violato la libertà di espressione. Il fatto, riguarda il blocco dell’accesso alla piattaforma social YouTube, disposto dal governo di Ankara tra il 2008 e il 2010. Come in un Risiko. 

LuBi

autore / intelligo
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