Post referendum spy, sovranità e vendetta del Family Day

05 dicembre 2016 ore 11:15, Fabio Torriero
A questo punto è evidente: Obama porta sfiga. Ha tuonato contro la Brexit e gli inglesi sono usciti dalla Ue. Ha appoggiato spasmodicamente Hillary Clinton e la maestrina puritana ha perso. Ha flirtato con Renzi, dicendo che in Italia avrebbe votato sì, e Renzi è stato mandato a casa. Se fossi nella Merkel (l’ultima delle beneficiate dal presidente americano uscente), comincerei a temere seriamente.
Ora è chiaro: l’ormai ex premier ha voluto personalizzare il referendum e gli italiani (il 70%) gli hanno detto no.
Hanno detto no ai suoi metodi cesaristici e alla sua Repubblica, costituzionale e valoriale.
Dal punto di vista costituzionale, è stato scongiurato secondo i vincitori un falso decisionismo, una falsa governabilità, una falsa velocità delle leggi e un falso taglio del Senato. 
Alimentando le paure sull’instabilità dei mercati e i conseguenti effetti economici, avremmo avuto un’Italia (anche grazie al combinato disposto tra riforma costituzionale e Italicum) con una Camera unica, un partito unito e un maggioranza unica. Senza contraltari e contrappesi almeno secondo i No. Quasi una sorta di direttorio renziano, stile legge-Acerbo.
Perché il vero tema era la qualità delle leggi, non la velocità (la legge Fornero, quando ha fatto comodo al Palazzo, è stata approvata in un battibaleno). Si può anche correre, fare footing, ma il rischio infarto è sempre dietro l’angolo.
E questo il popolo italiano ha voluto dire col No. E ha intuito che più si è servili con la Ue e più la Ue ci sbrana. Al contrario: più alziamo i toni e più ci rispetta (leggere il Commissario Europeo agli Affari economici e finanziari Moscovici insegna: "(...) L'Italia è un Paese solido e nel quale abbiamo fiducia". Dunque nessuna paura). 

Dietro la vittoria bulgara del no c’è, anche tanta voglia di partecipazione democratica (basta con i governi decisi dai presidenti, dal Palazzo o dalle lobby, senza consenso dei cittadini) e tanta voglia di sovranità. Sovranità nazionale, economica, istituzionale.
E ha perso, è stata fermata, la Repubblica valoriale renziana: ora subiranno una forte battuta d’arresto tanti provvedimenti in cantiere: dall’eutanasia alla liberalizzazione delle droghe leggere fino alle adozioni gay o al gender nelle scuole in qualsiasi forma più o meno esplicita. Evidentemente quello striscione del Family Day (“Renzi ci ricorderemo”) , è stato premonitore.

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