La democrazia dell’Onu: strumentalizza la pedofilia e odia la Chiesa

05 febbraio 2014 ore 15:20, Marta Moriconi
La democrazia dell’Onu: strumentalizza la pedofilia e odia la Chiesa
La Chiesa sotto processo. Ma non c’è un Tribunale, tantomeno competente. Perché a porre sotto una lente di ingrandimento il comportamento della Chiesa Cattolica è stato l’Onu.
Legittimamente? Diciamo che c’è la massima disponibilità dello Stato Città del Vaticano a collaborare in tema di pedofilia e a fornire informazioni e documentazione inerenti alla lotta contro gli abusi sui minori. Il monito dell’Organizzazione appare quindi da subito come un atto politico, molto mediatico. Per capire quanto stiamo dicendo va ricordata un po’ di storia, ma senza annoiarvi. Va detto che in tema di diritti dell'Infanzia, era stata firmata una Convenzione da 193 Stati, tra i quali anche la Santa Sede, che richiedeva ai firmatari che i bambini fossero tutelati e protetti. Arrivando ai nostri giorni vanno poi ricordate le parole di Papa Francesco che raccontano della mano ferma della Chiesa ratzingeriana contro questo gravissimo scandalo: "Agire con decisione per quanto riguarda i casi di abusi sessuali, continuando nella linea voluta da Benedetto XVI". Ma l’opposizione del papa tedesco a questo crimine vergognoso, era partita molto prima. Esiste un documento vaticano scritto in inglese nel 2003 e reso noto da poco che in sostanza, per quanto riguardava la denuncia degli abusi alle autorità civili, ordinava di seguire le leggi del luogo. Tradotto: In Francia e in alcune nazioni anglosassoni, la denuncia è obbligatoria. In altre, ossia dove la prassi non fosse obbligatoria, il Vaticano costringe i vescovi a incoraggiare le vittime a rivolgersi ai tribunali. Potreste dire che nel 2003 non c’era ancora Benedetto XVI. Ma quando fu diffuso il documento venne chiaramente detto che la stesura del testo fu tutta “merito di Ratzinger cardinale”. Alla luce di ciò, e chiarito che la Chiesa ha il dovere di purificarsi per essere davvero magistra, il durissimo rapporto dell'Onu assume un significato più strumentale, che sostanziale. E l’indizio diventa prova, quando si scopre un passaggio, questo, sulla "Commissione - si legge nel documento diffuso a Ginevra - profondamente preoccupata perché la Santa Sede non ha riconosciuto la portata dei crimini commessi, non ha adottato le misure necessarie ad affrontare i casi di abusi sessuali su bambini e a proteggere i minori, ha adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all'impunità dei colpevoli". Ma c’è di più. La Commissione si permette di criticare il Vaticano, e qui va detto senza se e senza ma, anche per le sue posizioni sull'omosessualità, la contraccezione e l'aborto. In nome di quale principio democratico? E perché non entra a gamba tesa anche sulla questione della poligamia nell'Islam? E che dire di quegli animali sgozzati a sangue freddo dagli ebrei in osservanza del proprio credo? Non si pongono contro quei diritti degli animali tanto in voga oggi? E ancora: anche contro il massacro dei cristiani l’Onu ha fatto finta di non vedere.
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