Addio a Raphael Schumacher, l'attore strangolato sul palco. Il mistero sulla morte

05 febbraio 2016 ore 8:46, Andrea Barcariol
Una tragedia che non ha avuto un lieto fine. Dopo cinque giorni di agonia è morto Raphael Schumacher, l'attore di 27 anni di Brunate che sabato scorso è rimasto strangolato in scena, al teatro Lux di Pisa, mentre stava rappresentando un monologo (il "Risveglio di primavera" di Frank Wedekind, un testo che aveva recitato più volte anche all'accademia Nico Pepe di Udine dove si era di diplomato) sul tema del disagio adolescenziale che si conclude con il suicidio del protagonista. Davanti a lui un pochi spettatori che hanno assistito al dramma, ad intervenire è stata una neolaureata in medicina: ‘Ho capito subito che qualcosa non andava, quel corpo tremolante appeso nell’albero mi  è apparso subito strano, ho sentito il polso che stava andando via". L'attore è giunto in ospedale in coma, con danni cerebrali gravissimi e le sue condizioni sono andate progressivamente peggiorando fino alla dichiarazione di morte cerebrale di ieri sera. Le speranze che potesse riprendersi sono sempre state vane. A fiaccare ogni resistenza è stato un arresto improvviso del flusso di sangue al cervello, compromesso con danni irreversibili per l’ipossia dovuta allo strangolamento durato diversi minuti. Una finzione che è tragicamente si è trasformata realtà.

Addio a Raphael Schumacher, l'attore strangolato sul palco. Il mistero sulla morte
"Sia la famiglia che la procura della repubblica - ha scritto la Azienda ospedaliera pisana in un comunicato - hanno autorizzato la donazione degli organi ma la loro effettiva prelevabilità sarà oggetto di valutazione clinica che andrà avanti nel corso della notte". La morte del giovane cambierà anche il capo d'imputazione sul fascicolo contro ignoti che la procura ha aperto nei giorni scorsi: da lesioni gravissime colpose a omicidio colposo, ancora senza indagati. L'ipotesi privilegiata dagli inquirenti è che si sia trattato di un tragico incidente in scena anche se non è del tutto escluso il suicidio, ipotesi fortemente respinta non soltanto dalla mamma Rosa, ma anche dalle testimonianze degli amici e di chi lo ha conosciuto. A complicare ulteriormente il mistero il cambio di copione deciso dall'attore all'ultimo minuto: impiccarsi invece di utilizzare una pistola finta.




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