Da Bruxelles cartellino giallo all'Italia sul deficit. Il braccio di ferro continua

05 febbraio 2016 ore 8:33, Andrea Barcariol
Un richiamo, l'ennesimo, che ha fatto infuriare il governo. Arriva dalla Commissione europea sulla situazione economica e fiscale dell’Italia. «I consumi sostengono la ripresa, ma il deficit strutturale peggiora». Poche parole ma pesanti come macigni per Renzi che continua a invocare la flessibilità e a scontrarsi con i vertici dell'Ue, a partire da Juncker. Bruxelles rivede al ribasso le stime della crescita italiana, che nel 2016 sarà dell’1,4% e del 2017 dell’1,3%. Dati «ancora sotto la media europea» che prevede un Pil in crescita dell’1,7% nell’Eurozona nel 2016 e dell’1,9% nel 2017.
La ripresa, secondo gli economisti della Commissione, sta diventando «più autosostenuta». Il calo dei prezzi del petrolio e una politica fiscale espansiva dovrebbero «sostenere la domanda interna e compensare il rallentamento delle esportazioni». Tuttavia, avverte la Commissione, esistono rischi al ribasso, provenienti in particolare dal rallentamento della domanda estera, dal possibile deprezzamento delle valute dei Paesi emergenti e dalle turbolenze dei mercati finanziari. Il deficit pubblico dell'Italia dovrebbe attestarsi al 2,5% del Pil nel 2016, per calare poi all'1,5% nel 2017, dopo aver toccato nel 2015 il 2,6%. La stima relativa al 2016 è rivista al rialzo rispetto a quella diffusa nell'autunno scorso (2,3%), mentre quella del 2017 è migliore di 0,1 punti percentuali.  Al Jobs Act viene riconosciuto un effetto positivo sul numero dei posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è indicato all’11.% nel 2015, all’11,4% nel 2016 e all’11,3 per cento nel 2017. Si migliora, ma ancora troppo lentamente secondo l'Ue.

Da Bruxelles cartellino giallo all'Italia sul deficit. Il braccio di ferro continua
Il governo conta sull’aiuto dei bonus europei e avrà certamente uno sconto di almeno lo 0,4 per le riforme effettuate. Chiede inoltre due decimi di punto per le spese extra dei migranti, dunque oltre tre miliardi, ma Bruxelles deciderà caso per caso e annuncia di volerlo fare solo sulle spese straordinarie (stimate sui migranti intorno agli 800 milioni di euro, una cifra ben lontana dai 3 miliardi richiesti). «L'Italia ha già ottenuto flessibilità dall’Europa e non ci sono grandi margini per un nuovo allentamento dei vincoli di bilancio. - ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen - Le nostre regole sono già molto flessibili e l'Italia ne ha beneficiato più di altri. Se andassimo troppo oltre, non avremmo più regole, se l’Italia continuerà ad avere un deficit così alto, si troverà in una situazione molto fragile. Le regole sono fatte per mantenere una stabilità di bilancio». Poi il contentino: «Saremo molto attenti alle riforme strutturali, vogliamo incoraggiare il governo italiano ad andare avanti nelle riforme, proprio per attirare gli investimenti in Italia».









 







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