Unioni civili: Alfano batte i pugni e avverte, ma il Pd non lo ascolta

05 febbraio 2016 ore 10:49, Americo Mascarucci
Can che abbaia non morde recita un antico adagio ed è l'espressione che più di altre ben si sposa alla posizione assunta da Area Popolare nei confronti del Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili.
Una mera testimonianza di fronte a quel popolo, la piazza del FamilY Day che sabato scorso è scesa in piazza al Circo Massimo per gridare no ad un disegno di legge che, nei fatti, equiparerebbe unioni civili e matrimonio e andrebbe a consentire l'adozione alle coppie gay.
Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano ha chiesto agli alleati di Governo, il Pd su tutti. di stralciare la norma sulla stepchild adoption che è il nodo più controverso della legge, il più indigesto al mondo cattolico, il punto più spinoso che impedisce qulsiasi possibile mediazione all'interno del Governo. La possibilità di concedere ad una coppia gay l'adozione del figlio biologico di uno dei due partner, dalle parti di Ncd continua a fare rima con "utero in affitto". Dal Pd nessun segnale di disponibilità se non in direzione dei 5Stelle che hanno minacciato di non votare più il testo in caso di modifiche sostanziali (il tema delle adozioni appunto)

Ieri una quarantina di parlamentari del centrodestra, più la pattuglia di fuoriusciti da Ncd (Quagliariello, Giovanardi, Mauro) hanno annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale, con l'obiettivo di far saltare il ddl per "manifesta incostituzionalità". Non un ricorso fondato sul merito del provvedimento, ma su cavilli procedurali: si contesta infatti la violazione dell'articolo 72 della Carta, perché il ddl Cirinnà è approdato in aula a Palazzo Madama senza essere stato votato dalla commissione: "Ci è stato impedito di svolgere il nostro ruolo di senatori, violando funzioni e prerogative dei parlamentari", sostengono Quagliariello e Giovanardi sollevando il conflitto di attribuzioni, e chiamando in causa anche il presidente del Senato che non assicura un "iter parlamentare certo". Il costituzionalista Ceccanti tuttavia ha spiegato ad Intelligonews come questo ricorso sia in realtà del tutto inutile.
Unioni civili: Alfano batte i pugni e avverte, ma il Pd non lo ascolta
Alfano, dopo aver ricevuto l'invito esplicito di Massimo Gandolfini a nome della piazza del Family Day a staccare la spina al Governo togliendo la fiducia a Renzi nel momento in cui il ddl dovesse essere approvato, ha risposto minacciando "possibili conseguenze" nel caso in cui la nuova legge dovesse essere approvata con il voto determinate del Movimento 5Stelle e di Sel. 
Ma poi all'atto pratico nessuno è pronto a tradurre questa minaccia in una crisi di Governo ancora meno dopo il rimpasto che la settimana scorsa ha permesso ai centristi di aumentare peso e visibilità nell'Esecutivo.
Però Alfano è consapevole che tradendo la fiducia della piazza del Circo Massimo e scontentando quella larga fetta della Cei che si sta battendo contro il ddl Cirinnà, sta correndo seriamente il rischio di perdere consensi importanti nell'elettorato cattolico. 
Che fare dunque? Al momento l'unica strategia possibile è alzare la voce, battere i pugni sul tavolo e lasciar trasparire che "in caso di ...potrebbero verificarsi determinate conseguenze". Ma nulla che abbia a che fare con la crisi di Governo, l'unica vera traumatica scossa che potrebbe rimettere tutto in discussione. 
Mentre Renzi e il Pd stanno ben attenti a non scontentare troppo i 5Stelle annacquando il ddl come vorrebbero i centristi. Della serie: strillate quanto volete, ciò che contano sono i numeri. Quelli alla fine Renzi è sicuro ci saranno e senza conseguenze per la tenuta del Governo.
Perché, cane che abbaia non morde mai. 

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