Tumori, mille italiani al giorno si ammalano ma non lo sanno. Come scoprire i sintomi

05 febbraio 2016 ore 11:15, Lucia Bigozzi
Il dato fa saltare sulla sedia: in un numero la dimensione del fenomeno. Mille italiani, ogni giorno si ammalano di tumore ma non lo sanno. In media, 363mila sono nell’anno che si è appena concluso. Ogni anno nel nostro Paese muoiono più di centomila persone (a livello mondiale le vittime raggiungono quota 8,2 milioni). Tra le patologie più diffuse, resta la neoplasia del colon retto quella che è causa di morte con 52mila vittime. Segue il cancro al seno (48mila vittime) e al polmone (41mila); quindi il tumore alla prostata (35mila) e quello alla vescica con 26mila morti. La chiave per combattere la malattia, come si sa, sta nella diagnosi precoce fondamentale per preservare la vita e ridurre il tasso di mortalità delle neoplasie. E ridurre il rischio di malattie, confermano gli esperti, è possibile. Per questo nella giornata mondiale contro il cancro (celebrata ieri) è stato coniato lo slogan “We can. I can”  (World Cancer Day 2016) e l’obiettivo è proprio quello di sensibilizzare il più possibile i cittadini – ma anche i governi – sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce. 

Ma quali sono i sintomi che possono “segnalare” l’insorgere di una neoplasia? 
L'American Cancer of Society ha stilato un elenco di sintomi che non vanno mai sottovalutati e che potrebbero indicare la presenza di un tumore. Eccoli nel dettaglio:

•    fatica cronica e spossatezza ingiustificata e persistente, accompagnata da un crescente bisogno di dormire
•    inspiegabile perdita di peso
•    dolore persistente, che non va via con i farmaci e dura per settimane
•    cambiamenti nell'aspetto della pelle, soprattutto in quello di nei o lentiggini, e soprattutto se danno prurito o lesioni con sangue
•    rigonfiamento sottocutaneo e noduli
•    macchie bianche nella bocca possono indicare una condizione precancerosa chiamata leucoplachia
•    febbre prolungata
•    necessità di urinare più frequentemente e dolore alla minzione, ma anche sangue nell'urina
•    sangue nelle feci o diarrea persistente
•    tosse che non passa, soprattutto se presenta tracce di sangue e raucedine
Lotta al cancro: i sintomi da riconoscere e le nuove scoperteNegli ultimi tempi sono state diverse le novità introdotte sui vari fronti della lotta alle neoplasie.

Tumori, mille italiani al giorno si ammalano ma non lo sanno. Come scoprire i sintomi
Per ciò che riguarda il cancro alla prostata un gruppo di ricercatori britannici ha individuato un particolare indicatore prognostico in grado di stabilire se una forma neoplastica alla prostata possa avere un esito infausto o meno. Si tratta di una proteina che studiata fin dalla prima diagnosi da conto del futuro del paziente. Tale proteina è stata denominata "HSP 27" ed è di fatto un prezioso marker tumorale da tenere in serissima considerazione. Ne deriva che secondo lo studio i pazienti che risultano positivi a tale proteina hanno due volte la possibilità di decedere dopo 15 anni dall’esordio della malattia rispetto a quei pazienti con una storia clinica negativa alla stessa proteina. In questo modo è possibile anche capire quali terapie sono più efficaci a seconda dei singoli casi. 

Novità anche nella lotta contro il cancro al cervello che può essere arrestato con più facilità. E' tutta una questione di proteine, o meglio della proteina che toglie il freno al proliferare del tumore. E' l'ultima sensazionale scoperta effettuata negli Stati Uniti da un gruppo di ricercatori capitanato dagli italiani Antonio Iavarone e Anna Lasorella. La chiave di volta sta tutta nella cosiddetta proteina ID2, che sarebbe la causa scatenante dello sviluppo delle cellule tumorali. In pratica fermando questa proteina si potrebbe bloccare anche il processo di avanzamento del cancro. Proprio intorno a questa eventualità si starebbe concentrando il lavoro degli studiosi decisi a conseguire obiettivi soddisfacenti. Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, guidati dal dottor Giovanni Sitia, responsabile dell’Unità di Epatologia Sperimentale, in collaborazione con il professor Luca Guidotti, vice direttore scientifico e capo dell’Unità di Immunopatologia e con il professor Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica, ha messo a punto invece un nuovo approccio terapeutico alla lotta contro il tumore al colon. 

Questa metodologia sfrutta l’ingegneria genetica sulle cellule staminali al fine di poter utilizzare altre cellule del sangue per contrastare efficacemente le metastasi. La metodologia in fase di studio in pratica consentirà di "ritoccare" il Dna delle cellule guardiano del sistema immunitario (i macrofagi) dotandole di una nuova molecola chiamata l’Interferone Alfa prodotta dall’organismo in risposta alle infezioni. Si tratta di una molecola molto potente per contrastare il cancro al fegato ma al momento impossibile da somministrare nell’organismo a causa delle sue proprietà tossiche. I ricercatori del San Raffaele hanno dunque pensato di usarla in modo mirato esclusivamente in direzione dei macrofagi, cellule del sistema immunitario circolanti nel sangue che vengono richiamate in grandi quantità nel tumore. Si chiama invece oncoimmunoterapia, l’ultima frontiera della lotta contro il tumore alla mammella: si tratta di una cura che attiva le difese naturali dell'organismo e predispone il sistema immunitario a riconoscere il cancro per poi distruggerlo. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]