Per Draghi l'economia è a "rischio complotto": e se salta il banco?

05 febbraio 2016 ore 11:38, Americo Mascarucci
"Nell'economia globale ci sono forze oggi che cospirano per tenere bassa l’inflazione, ma la Bce non si arrenderà". 
Stavolta a pronunciare certe dichiarazioni tanto dirompenti non è il premier Matteo Renzi nell’ambito dell’ennesimo scontro con la Commissione Europea ma un personaggio al di sopra di ogni sospetto, ossia il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi il quale sembra, in un solo colpo, confermare le teorie complottistiche sulle vere ragioni della crisi economica mondiale. 
Insomma, ci sarebbe chi su questa crisi ci lucrerebbe sopra e vedrebbe a rischio i suoi affari nel caso in cui l’economia tornasse a crescere? 
Durante un evento organizzato a Francoforte dalla Bundesbank, Draghi ha assicurato che la Bce non farà passi indietro: "Se non ci arrendiamo alla bassa inflazione e certamente non lo faremo, nello stato in cui siamo, torneremo ai livelli in linea con i nostri obiettivi. I rischi di agire troppo tardi, superano i rischi di agire troppo presto. Non ci possono essere dubbi sul fatto che, se decidessimo di adottare politiche ancora più accomodanti, il rischio di effetti collaterali non ci fermerebbe" ha aggiunto Dragi facendo trasparire la possibilità di nuove manovre. "Siamo consapevoli della necessità di limitare le distorsioni causate dalle nostre politiche, ma la priorità è la stabilità dei prezzi". 
E per definire meglio le forze che tengono bassa l'inflazione, cita l'invecchiamento della popolazione, l'andamento delle materie prime a lungo termine e l'evoluzione tecnologica, ma anche e soprattutto il commercio elettronico che spinge la concorrenza. Infine c'è anche la globalizzazione, che impedisce ai Paesi sviluppati di importare la disinflazione. dall'esterno. "Nell'Eurozona - precisa Draghi - manca ancora un accordo sulla terza gamba dell'Unione bancaria, la garanzia sui depositi, che è parte essenziale per una vera moneta unica. Per questo motivo, la proposta della Commissione di istituire un sistema europeo di assicurazione dei depositi è il benvenuto.Da un lato - sottolinea Draghi - si stabilisce l'ambizioso obiettivo di creare un vero e proprio sistema europeo di protezione dei depositanti. Che sosterrà la creazione di un mercato interno per i depositi, in cui la fungibilità degli stessi è assicurata indipendentemente dalle giurisdizioni, e la fiducia nei depositi è equanime".
Perfetto, ma se salta il banco? Ossia le banche? Quali conseguenze ci attendono? Intelligonews in questo articolo un'ipotesi l'ha azzardata. 

Per Draghi l'economia è a 'rischio complotto': e se salta il banco?
Intanto i tassi di interesse di riferimento della Bce resteranno sui livelli attuali o inferiori per "un periodo prolungato di tempo". Lo ribadisce l'Istituto centrale europeo nel suo bollettino, aggiungendo che per quanto riguarda le misure non convenzionali di politica monetaria, "gli acquisti di attività procedono in maniera regolare e continuano ad avere un impatto favorevole sul costo e sulla disponibilità del credito a imprese e famiglie".

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