Evento storico a Cuba: Francesco incontra Kirill e il sogno diventa realtà

05 febbraio 2016 ore 12:18, Americo Mascarucci
Il 12 febbraio a Cuba si verificherà un evento storico, a lungo inseguito, auspicato, promesso, progettato e mai realizzato.
Papa Francesco infatti incontrerà il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill, e sarà la prima volta in assoluto che il capo della Chiesa Cattolica abbraccerà il capo della Chiesa ortodossa russa. 
L'incontro avverrà in occasione del viaggio di Papa Francesco in Messico. 
La sede del patriarca russo è chiamata la "terza Roma" in quanto è la terza sede della cristianità dopo quella di Roma (centro della Chiesa cattolica che discende dalla successione dell'apostolo Pietro) e quella di Costantinopoli (discendente diretta dell'apostolo Andrea). 
Kirill aveva programmato un viaggio a Cuba negli stessi giorni in cui Francesco sarà in Messico (12-17 febbraio). A invitarlo personalmente era stato il presidente Raúl Castro, durante una visita a Mosca del maggio dello scorso anno. E' dunque altamente probabile che l'incontro sia stato programmato da tempo e organizzato in gran segreto. 
Tuttavia, che con Papa Francesco fosse possibile raggiungere l'obiettivo inseguito senza successo da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI era ipotesi accreditata da molto tempo. Del resto lo stesso Bergoglio aveva lasciato intendere il 30 novembre scorso di ritorno da Istanbul, dove aveva presenziato su invito del Patriarca ecumenico Bartolomeo alle solenni celebrazioni per la festa di sant’Andrea, che l'incontro era molto di più che un'ipotesi. 
"Ho fatto sapere a Kirill che voglio incontrarlo e anche lui è d’accordo, c’è la volontà di trovarci. Gli ho detto: io vengo dove tu vuoi. Tu mi chiami e io vengo. E anche lui ha la stessa volontà. Tutti e due vogliamo incontrarci e vogliamo andare avanti. I nostri martiri - aveva poi aggiunto Bergoglio - ci stanno gridando: Siamo uno! Già abbiamo un’unità, nello spirito e anche nel sangue". 
Evento storico a Cuba: Francesco incontra Kirill e il sogno diventa realtà
Parlavamo di evento storico, perché mai la Chiesa di Roma e quella di Mosca si erano incontrate prima. Ci aveva provato Giovanni Paolo II desideroso di poter visitare Mosca e incontrare il patriarca ortodosso. Sogno rimasto nel cassetto non soltanto per problemi di ordine religioso e dogmatico (la Chiesa ortodossa russa non riconosce infatti il primato di Pietro) ma soprattutto per ragioni politiche legate alla nazionalità polacca di Wojtyla e alle sue posizioni anti sovietiche. La possibilità si era fatta più concreta con Benedetto XVI ma poi il passo indietro di Ratzinger aveva mandato all'aria i tentativi in atto. Dimissioni per altro annunciate l'11 febbraio del 2013 un giorno prima di quel 12 febbraio che quest'anno consentirà di realizzare un sogno inseguito dallo stesso Ratzinger.
Adesso con Francesco il sogno sembra avverarsi. Le due chiese, quella di Roma e quella di Mosca, riprenderanno un dialogo non più a distanza ma ravvicinato. Al di là delle divergenze di carattere dogmatico l'obiettivo dei due vescovi resta quello di prediligere ciò che unisce rispetto a ciò che divide e avviare una collaborazione su vari aspetti che possono far ritrovare le due chiese, quella cattolica e quella ortodossa di rito russo, in perfetta simbiosi. Il Patriarca russo ha giurisdizione su due terzi dei duecento milioni di ortodossi nel mondo. 
 
Pochi giorni fa, in un’intervista pubblicata su «Inside the Vatican», il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per l’Unità dei cristiani, dopo aver commentato l’importanza della presenza di Francesco a Lund, in Svezia, per la commemorazione con i luterani il prossimo ottobre del cinquecentesimo anniversario della Riforma, a proposito di un incontro con il Patriarca russo aveva detto: "Ora il semaforo non è più rosso, ma giallo". A quanto pare non ci ha messo molto a diventare verde.
 
 
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