Perché la proposta di Alfano di abbassare l’età punibile è “giusta a metà”

05 febbraio 2016 ore 12:56, Luca Lippi
L’età punibile, come evocata dal Ministro dell’interno Alfano che a Napoli ha presieduto la riunione del comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza convocata dopo l'escalation di omicidi sul territorio, può essere associata all’età del consenso?
Spieghiamo meglio il perché di questa domanda. Il Ministro Angelino Alfano avrebbe avanzato l’ipotesi di abbassare l’età punibile poiché atti violenti vedono sempre più spesso protagonisti minorenni.  “Oggi a 16 anni si conosce esattamente la gravità di un crimine che si compie. C'è una parola di cui non aver paura, repressione. E un'altra parola, deterrenza: ciascun cittadino, di qualunque età, deve aver paura della reazione dello Stato”. Il capoluogo campano, a fronte di un calo dell'indice di delittuosità anche con una diminuzione di furti e rapine, segna nel 2015 un primato negativo: quello del più alto numero di omicidi in tutto il Paese. 
Ora, perciò, a Napoli bisogna "lavorare per far tacere le pistole" ha detto Alfano al termine della riunione in prefettura volta a programmare nuove strategie ed a fare il punto sulle attività di contrasto svolte a partire da agosto scorso quando, sempre da Napoli, fu deciso l'invio di più uomini destinati sia alle investigazioni per fronteggiare i clan sia per la sicurezza pubblica.

Perché la proposta di Alfano di abbassare l’età punibile è “giusta a metà”
Non è semplice affrontare l’argomento perché oltre agli aspetti sociologici ci sono anche questioni oggettive da prendere in considerazione. È vero che a 16 anni si è in grado di comprendere la gravità di un fatto, è altrettanto vero che il problema sono i freni inibitori ad essere troppo immaturi piuttosto che il reato vero e proprio. 
Facciamo l’esempio dell’età del consenso che viene evocata dalla legge al riguardo dei comportamenti sessuali. Se questa è stabilita rientrante nella norma sin dai 16 anni, significa che il soggetto è in grado di intendere e di volere e quindi in grado di rendersi responsabile di una scelta. Se lo è per la scelta di assumere decisioni in libertà riguardo la consumazione di atti che implicano la genitorialità, allora è altrettanto vero che a 16 anni si è responsabili di tutta una lunga serie di “responsabilità” in ambito sociale fino a raggiungere la responsabilità penale nella consumazione dei reati. Per questo motivo Angelino Alfano non ha torto.
In Germania e in Austria l’età del consenso è addirittura di 14 anni, e se dovessimo associare l’età del consenso a quella punibile, addirittura Angelino Alfano ha proposto un limite inadeguato. Il problema reale potrebbe essere un altro, e cioè l’affollamento delle carceri. 
In conclusione, che  sia possibile abbassare l’età punibile è in apparenza fuori di dubbio, anche se è obbligatorio il consenso della scienza preposta allo studio di certi fenomeni, tuttavia per aumentare il rispetto per le istituzioni sarebbe già sufficiente aumentare la presenza dello Stato nelle strade. Non è una questione di “stato di polizia”: in Svizzera per esempio le forze dell’ordine sono fra la gente in abiti civili. Piuttosto è complicato commettere reati poiché sicuramente c’è una minuziosa rete di organi preposti alla sicurezza presente sul territorio. Prevenire è assai meglio che curare, oltretutto aumenterebbe la fiducia del cittadino nello Stato che non sarebbe poi un evento di scarso interesse per una società civile…

autore / Luca Lippi
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