Inflazione Ue, Borghi (Lega): "Stanno mentendo. C'è chi vuol far saltare le banche"

05 febbraio 2016 ore 13:10, Lucia Bigozzi
“In Europa stanno mentendo. Il Quantitave Easing ha fallito e l’unico modo per intervenire sull’inflazione è aumentare i salari. E Draghi dovrebbe saperlo”. “Il banco sta saltando non dopo le parole di Draghi, ma dopo il Bail in. E se si continua a battere questa strada, significa che c’è chi vuol far saltare le banche”. “Stanno applicando lo schema della choc economy’: si crea artificialmente il panico per specularci sopra”. Tre concetti che Claudio Borghi (Lega), economista, argomenta nella conversazione con Intelligonews il giorno dopo l’alert del governatore della Bce sull’esistenza di “forze globali che frenano l’inflazione”. Borghi usa un’immagine forte per dire che “l’euro si dissolverà nel 2017 con le elezioni francesi” e che “in Europa ci sono Paesi schiavi delle colonie e Paesi liberi. L’Italia sta tra i primi”.

Economia italiana ed europea nel mirino di un complotto come fa intendere Draghi? E chi sono i potenziali “killer”?

«Non penso che Draghi sia così sciocco da gridare al complotto. Mi viene da pensare che – molto più banalmente – dicesse che ci sono fattori che concorrono a tenere giù l’inflazione. Non eccederei nelle interpretazioni. Tuttavia, se veramente ci fosse l’intento di risolvere il problema, Draghi dovrebbe porsi la domanda sul perché si continua a tenere in piedi una strategia che si è dimostrata totalmente inefficace»

Sta dicendo che il Quantitative Easing ha fallito?

«Penso che sappiano benissimo quali sono le cause del problema e quali sono gli strumenti per risolverlo ma sono portato a ritenere che stiano mentendo».

Perché?

«Per il motivo banale per il quale, se dicessero la verità, saprebbero che il problema non ha soluzione nell’area euro. L’unico modo per far ripartire l’inflazione è aumentare i salari, perché anche un bambino sa che non si interviene sull’inflazione con il Quantitative Easing, vale a dire comprando titolo sul mercato; in altri termini cambiando titoli con denaro. Si origina l’inflazione dando soldi ai cittadini in modo tale che riprendano a consumare di più e quindi i negozianti possono tornare a guadagnare»

Dopo le parole di Draghi salta il banco con le banche? 

«Il banco sta saltando non dopo le parole di Draghi, ma dopo il Bail in. Anche in questo caso, mi viene da pensare che siccome gli esempi del disastro che succede facendo fallire una banca sono molto evidenti – penso al caso Lehman brothers -, se si vuole battere ancora questa strada significa che c’è chi vuol far saltare le banche»

In Italia o in Europa con effetti anche nel nostro Paese?

«Quando la destabilizzazione viene avviata come è stato fatto coi titolo greci, questo ha un impatto che si ripercuote in tutta Europa, ma tipicamente, sono sempre i più deboli che alla fine vanno sott’acqua. Penso che lo schema sia esattamente quello di allagare i ponti inferiori della nave facendo scappare la gente ai piani superiori».

Un po’ come il Titanic?  

«Non proprio come il Titanic perchè in quel caso il transatlantico affondò. Applicherei al quadro attuale l’immagine, altrettanto forte, della tortura vietnamita col prigioniero cui viene tenuta la testa sott’acqua fino a quando non confessa. Io denuncio da anni che il Bail in avrebbe portato al disastro e agli atti delle cronache giornalistiche ci sono tutte le mie analisi e dichiarazioni che basta andare a riprendersi. E come ci sono arrivato io che non sono un genio, possono arrivare gli altri: se non lo fanno, sono portato a pensare che ci sia la volontà di non farlo. Quello che sta accadendo è il cosiddetto sistema di ‘choc economy’ in base al quale viene creato artificialmente un panico per poi specularci sopra»

Alla luce di quanto ha appena affermato i no euro, a lungo bistrattati, sono stati un po’ come il Grillo Parlante in Pinocchio? Ovvero, ci avevano visto lungo?

«Io non ho mai avuto dubbi e ho sempre detto e pensato che era solo questione di tempo e di livello dei danni. Non ho mai messo date precise per la fine dell’euro se non quella del 2017 facendola coincidere cioè con le elezioni francesi e tuttora la confermo come ultima data per la dissoluzione dell’euro. Noi non abbiamo mai avuto alcun dubbio perché una delle poche certezze è che il sistema così come è non si sostiene. Dopodichè, la maniere attraverso le quali provare a tenerlo in piedi a mo’ di Zombie che è già morto ma continua a camminare possono essere le più disparate. Il punto vero, però, è che il sistema è già morto. Aggiungo che finora non c’è stato niente, ma proprio niente, che abbia invalidato lo schema che fin dall’inizio avevamo denunciato. Torno alla questione greca per fare un esempio chiaro: per carità, uno può anche provare a mettere dentro una cosa che dovrebbe stare fuori pagandola come è stato fatto fare ai paesi dell’area euro, ma non è che questa sia la soluzione del problema, anzi. In tutto questo è interessante vedere, invece, come se ne stanno tranquilli i Paesi che non hanno l’euro; si pensi per esempio a quell’insieme di genuflesse concessioni che l’Unione europea sta facendo alla Gran Bretagna per evitare la Brexit : ecco basta questo per capire che ci sono Paesi schiavi delle colonie e Paesi liberi. Il nostro, sta dalla parte degli schiavi delle colonie»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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