Cos'è il Salva-Berlusconi: come nasce e le conseguenze della norma

05 gennaio 2015 ore 11:14, Andrea Barcariol
Per alcuni è il simbolo dell’inciucio tra Renzi e l’ex Cavaliere, per altri un semplice errore.berlusconi renzi faccia a faccia Il Salva-Berlusconi, bloccato in tutta fretta dal Premier, ha fatto subito gridare allo scandalo l’opposizione (interna ed esterna) che non perdona a Renzi il Patto del Nazareno. Cerchiamo ora di fare chiarezza sulla natura e le conseguenze di questa norma. Tutto gira intorno all’articolo 19 bis del decreto legge sulla riforma dei reati fiscali. Poche righe in cui si stabilisce che i reati fiscali di evasione e frode sono depenalizzati se l’Iva o l’imposta sul reddito evasa non supera “il 3% rispettivamente dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imponibile dichiarato”. Nell’agosto del 2013 Berlusconi venne condannato a 4 anni di reclusione nel processo Mediaset per evasione fiscale con una soglia molto inferiore al 3% fissato dalla norma (4,9 milioni evasi su 410 di imponibile nel 2002 e 2,6 su 312 nel 2013, per un totale complessivo di poco superiore all’1%). L’ex Cavaliere, quindi, in virtù del principio del favor rei (art. 2 del Codice Penale) “nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”, una volta che il decreto diventerà legge potrebbe chiedere la revoca della sentenza di condanna. Conseguenze? Non solo la fine dei servizi sociali (prevista comunque per fine febbraio) a cui ieri ha fatto riferimento Renzi:  “Questa norma la rimanderemo in Parlamento soltanto dopo l’elezione del Quirinale, dopo che Berlusconi avrà completato il suo periodo a Cesano Boscone e dimostreremo che non c’è nessun inciucio strano”, ma soprattutto la caduta degli effetti della legge Severino che a quella condanna sono legati: oltre alla decadenza da senatore sancita dall’aula il 27 novembre 2013, i sei anni di ineleggibilità. E’ questo il vero obiettivo del leader di Forza Italia. In poche parole Berlusconi potrebbe far ricorso alla Corte d’Appello di Milano e vedersi derubricato il tipo di pena a una semplice sanzione amministrativa, tornando a pieno diritto sulla scena politica  e dicendo addio all’odiata incandidabilità. Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha affermato che l’articolo 19 bis è stato inserito all’ultimo momento nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre. La norma, prima di entrare in vigore, deve avere solo il parere (non vincolante) delle commissioni Finanze di Camera e Senato. Per questo Renzi adesso ha bloccato l’invio alle Commissioni, in attesa di far chiarezza e di individuare il misterioso responsabile che ha scritto e inserito l’articolo 19 bis nel decreto. Volendo, non dovrebbe essere molto complicato da trovare, basterebbe alzare il telefono...
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