Marò, Girone usato dall'India. Effetto Latorre

05 gennaio 2015 ore 13:58, Andrea Barcariol
Manca solo una settimana al previsto rientro di Massimiliano Latorre a New Delphi, maro 2dopo i 4 mesi concessi dalle autorità indiane per motivi di salute. Le condizioni del marò, colpito da una grave ischemia a fine agosto, non sono ancora buone e lo staff del Policlinico di San Donato Milanese, terminati gli accertamenti attualmente in corso, valuterà se sarà necessario ricorrere a un intervento chirurgico o basterà una terapia mirata. Un dato è certo: una possibile operazione renderebbe ancora più traumatico e sconsigliato un eventuale trasferimento a New Delphi nei giorni immediatamente successivi all’intervento. Il governo indiano, però, ancora una volta sembra far orecchie da mercante, a nulla sono servite neanche le parole di Giorgio Napolitano che il 22 dicembre, collegato in videoconferenza con Girone, il fuciliere di Marina ancora recluso nell'ambasciata di Nuova Delhi, aveva parlato di una «scarsa volontà politica di dare una soluzione equa a questo problema» sottolineando le «prove negative di sordità» delle autorità indiane che non cedono di un millimetro, chiudendo ogni spazio alla trattativa diplomatica. La Corte Suprema indiana, infatti, a dicembre non solo ha escluso un prolungamento del soggiorno in Italia di Latorre, ma ha anche respinto la richiesta di Girone di poter far ritorno a casa per le festività natalizie poiché ormai considerato «l’unica garanzia per il ritorno di Latorre». Una sorta di inaccettabile ricatto che aveva spinto il governo italiano a richiamare «per consultazioni» l'ambasciatore Daniele Mancini che oggi è rientrato in India. Un segnale troppo debole per l’opposizione che accusa Renzi di non essersi mai occupato della vicenda, nonostante il famoso tweet («faremo semplicemente di tutto») all’indomani dell’incarico come Presidente del Consiglio. Nella battaglia a favore dei marò, da sempre in prima fila c’è Fratelli d’Italia, il partito guidato da Giorgia Meloni, che ha ribadito la necessità di «attivare immediatamente le procedure per l'arbitrato internazionale, sospendere la partecipazione dell'Italia alle missioni militari internazionali e interrompere i negoziati per l'accordo commerciale Ue-India». Di parere diverso però è il governo Renzi che vuole aspettare la risposta dell’India alla sua ultima proposta: scuse ufficiali, risarcimento alle famiglie dei pescatori uccisi e processo in Italia ai due fucilieri. Una proposta «all'esame del governo indiano», come rivelato lo scorso 19 dicembre dal ministro degli Esteri Sushma Swaraj in una risposta scritta inviata al Parlamento a seguito di un’interrogazione. Visto che la vicenda si trascina ormai da quasi tre anni (febbraio 2012), tra sentenze rinviate e ritardi inaccetabili, sarebbe interessante sapere anche quando terminerà questo «esame del governo indiano».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]