Stati Uniti vs Volkswagen: così Obama ferisce la Merkel

05 gennaio 2016 ore 10:23, Luca Lippi
Dopo le minacce e le ipotesi di risarcimenti milionari dei mesi scorsi, il Dieselgate si avvia alla fase dibattimentale essendo stata formalizzata e depositata da parte del dipartimento di Giusizia presso il tribunale di Detroit la relazione che accompagna la denuncia. Sono dunque gli Stati Uniti d’America a intentare causa alla Volkswagen, poi ci saranno le varie associazioni “verdi” e qualche danaroso privato che cercherà di lucrare accodandosi alle sentenze che seguiranno la procedura giuridica primaria. In sintesi è Dipartimento di Giustizia Usa contro Volkswagen, Audi e Porsche, la contesa è sulle emissioni truccate,  quindi l’accusa è quella di avere violato il Clean Air Act, la normativa ambientale americana; le richieste avanzate dal dipertimento di giustizia in sede civile sono 19 miliardi di dollari di risarcimento danni complessivi, fino a 32.500 dollari per ognuno dei 499.000 veicoli diesel con motore 2 litri sui quali è stato installato il software truccato e fino a 37.000 dollari per gli 85.000 veicoli con motore a tre litri e software illegale. Nella denuncia, depositata dal dipartimento di Giustizia per conto dell'Agenzia per la protezione ambientale Usa, si sostiene che su quasi 600.000 veicoli con motori diesel a due e tre litri sia stato montato il cosiddetto "defeat device" che trucca i sistemi di controllo delle emissioni, violate rispetto agli standard stabiliti dalla Environmental Protection Agency (Epa). E secondo il Clean Air Act, un produttore di auto deve comunicare ai regolatori l'uso di qualsiasi auxiliary emissions control device (Aecd) affinché possa essere considerato legale, mentre Volkswagen non lo ha fatto.
La dichiarazione del portavoce del Dipartimento di Giustizia americano, dichiara: “Perseguiremo tutte le strade contro Volkswagen per affrontare le violazioni", mentre per l’Epa: "L'azione è un importante passo per tutelare la salute pubblica cercando di rendere Volkswagen responsabile per l'inquinamento".

Stati Uniti vs Volkswagen: così Obama ferisce la Merkel
È utile ricordare che Volkswagen non ha respinto alcuna accusa e non ha nascosto di aver perpetrato la violazione, ovviamente in buona fede (!), avendo essa stessa avviato un’inchiesta interna rilevando responsabilità e allontanando chi doveva adoperarsi per il controllo e il rispetto delle normative violate, ieri la stessa Volkswagen ha dichiarato di voler continuare a collaborare con le autorità americane e in una nota sottolinea che sta lavorando per mettere a punto il processo di gestione delle denunce. 
Ovviamente in Borsa partenza con il segno meno per il titolo della casa tedesca; sul listino tedesco il titolo del costruttore segna un calo di un punto percentuale, che a valutare l’entità del danno in procinto di aggredire le casse della casa tedesca sembrerebbe una flessione del tutto velleitaria ancorché già scontata dal mercato nei mesi scorsi. Seguiamo gli sviluppi.

autore / Luca Lippi
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