Che fine ha fatto Bud Spencer?

05 gennaio 2016 ore 11:18, intelligo
di Anna Paratore

Che fine ha fatto Bud Spencer?
E’ stato il primo italiano a scendere sotto al minuto nei 100 mt stile libero,
e del resto con quel fisico e quell’altezza (1.93!) le possibilità c’erano tutte. Eppure, vi sembrerà incredibile, non vi stiamo raccontando di un celeberrimo campione di nuoto, magari finito a fare l’opinionista ai trascorsi mondiali. No, l’uomo a cui ci riferiamo è un attore famoso, e anche molto amato. Si chiama Carlo Pedersoli, ma tutti lo conoscono come Bud Spencer, il gigante buono di tanti film  famosi.
Classe 1929, figlio di una bresciana e di un napoletano, Carlo viene al mondo a Napoli, in una famiglia della buona società, nello stesso palazzo “bene” dove nasce anche Luciano De Crescenzo. E i due nel 1935 sono alle elementari insieme, amici ed entrambi studiosi. Poi però le loro strade si dividono quando per motivi di lavoro il padre di Carlo trasferisce la famiglia a Roma. Il  ragazzo affronta le scuole superiori ed eccelle nello sport. Si diploma non ancora diciassettenne col massimo di voti e si iscrive alla facoltà di Chimica a Roma.  Ma nel 1947 la famiglia si trasferisce ancora, questa volta in Sud America, e Carlo abbandona gli studi, finendo per lavorare presso il consolato italiano di Recife, in Brasile.  Non abbandona però lo sport, e verso la fine degli anni ’40, quando torna in Italia viene tesserato dalla S.S.Lazio Nuoto, società con la quale vince parecchie medaglie.  Ma non basta, mentre nuota in due finali  degli Europei di Vienna, e vince due medaglie ai Giochi del Mediterraneo del 1951,  Carlo gioca anche a rugby. E, se tutto ciò non bastasse a farlo notare, è anche un gran bel ragazzo. Inevitabile che alla lunga il cinema lo adocchi. Capacità atletiche, grande fisico, bel viso, carattere estroso e solare, cervello sveglio. Insomma, chi non lo vorrebbe un attore così visto che con la macchina da ripresa sembra avere anche feeling?
Così Carlo viene scritturato seppur in ruoli minori per parecchie produzioni, compreso il colosso Quo vadis? e  la pellicola Un eroe dei nostri tempi, di Monicelli.  Ma per Carlo il vero momento cinematografico non è ancora arrivato e siccome non riesce mai a fare una cosa per volta, e finisce nella selezione italiana di pallanuoto con cui vince la medaglia d’oro ai giochi del Mediterraneo del ‘55.  Forse, però, per lui non è ancora abbastanza. Come dirà anni dopo, si annoiava, e decide di tornarsene in Sud America.  Lavora alla costruzione della Panamericana nel tratto tra il Venezuela e la Colombia, e non può  sfuggire come il ruolo dell’avventuriero dai buoni sentimenti gli stia addosso benissimo. Quella vita è dura, sostiene, gli fa ritrovare se stesso e conoscere i limiti della sue potenzialità. Così alla fine accetta un posto all’Alfa Romeo di Caracas dove lavora fino al 1960 pur di non farsi sfuggire l’occasione di gareggiare nella Caracas-Maracaibo come pilota.  
A poco più di 30 anni, Carlo Pedersoli ha già fatto quello che molti uomini non fanno in una vita intera, ma per lui è solo l’inizio. Dopo aver partecipato alle Olimpiadi del 1960 sposa Maria Amato, sua fidanzata storica ed ereditiera della famiglia Amato. Il padre di Maria, a Roma, è un conosciutissimo proprietario di sale cinematografiche, ed è anche produttore, eppure ancora Carlo non pensa di ritornare al cinema, ma si dedica alla musica, scrivendo canzoni che verranno interpretate anche dalla Vanoni e Nico Fidenco.
Alla fine, solo dopo la morte del suocero, Carlo accetta una parte in un film, dove però dovrà farsi crescere la barba e imparare ad andare a cavallo, cosa che non sa fare, e assumere lo pseudonimo Bud Spencer. E’ a quel punto che sul set conosce un altro giovane attore, Mario Girotti, in arte Terence Hill, e insieme i due diventeranno… legenda.  Si comincia con Dio perdona… io no! ma è davvero solo l’inizio di una coppia di star inossidabile che girerà insieme 18 pellicole, quasi tutte vincenti al botteghino.

Inutile ricordare i film di Trinità, che tutti conoscono, o altri spaghetti western, meglio dire che in tutto quello Carlo Perdersoli trova anche il modo di cimentarsi in film come 4 Mosche di velluto grigio di Argento o Torino Nera di Lizzani.  I film di Bud si moltiplicano, e se non sono amati dalla critica lo sono talmente tanto dal pubblico che basta e avanza. Così che l’attore, mentre miete successi dopo successi, riesce a perseguire anche altri obiettivi, come diventare pilota di elicotteri e di aerei, giusto per rimanere l’eclettico di sempre. E anzi, c’è anche un’incursione nel settore della moda, quando lancia una sua linea di jeans, mentre comunque torna a scrivere qualche canzone, magari i coppia coi famosi fratelli De Angelis. Infine, insieme a Lorenzo De Luca, pubblica la prima parte della sua  biografia, intitolata Altrimenti mi arrabbio: la mia vita, a cui segue nel 2011 la seconda parte e nel 2014 un terzo libro, Mangio ergo sum, con una prefazione del suo vecchio compagno delle elementari, Luciano De Crescenzo. 
Oggi, Carlo alias Bud vive in Germania, paese nel quale si è ormai trasferito da anni, e dove segue parecchie attività diverse. Ormai 86enne, la sua filosofia di vita è ineccepibile, tipica di chi ha sempre vissuto con intensità: «Non temo la morte. Dalla vita non ne esci vivo, disse qualcuno: siamo tutti destinati a morire. Da cattolico, provo curiosità, piuttosto: la curiosità di sbirciare oltre, come il ragazzino che smonta il giocattolo per vedere come funziona. Naturalmente è una curiosità che non ho alcuna fretta di soddisfare, ma non vivo nell'attesa e nel timore. C'è una mia canzone che racchiude bene la mia filosofia: “Futtetenne”, ovvero fregatene».

autore / intelligo
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