I nodi di Berlusconi: liste civiche nei Comuni per non morire leghisti

05 gennaio 2016 ore 15:02, Americo Mascarucci
Forza Italia sì, Forza Italia no, questo il grande dilemma che attanaglia Silvio Berlusconi.
Corre voce che gli ultimi sondaggi commissionati dall'ex Cavaliere in vista delle prossime elezioni amministrative disegnino uno scenario a dir poco drammatico per gli azzurri; Forza Italia non arriverebbe nemmeno al 10% ad iniziare dalle grandi città mentre viaggerebbe a gonfie vele la Lega di Matteo Salvini. 
Se una previsione del genere dovesse concretizzarsi per il centrodestra significherebbe consegnarsi definitivamente al Carroccio che diventerebbe di fatto l'azionista di maggioranza della coalizione. Ragione per cui Berlusconi starebbe tentando una mossa strategica, quella cioè di non presentare liste di Forza Italia nei comuni chiamati al voto e candidare gli esponenti azzurri sotto simboli civici collegati ai candidati sindaco. In questo modo, è l'idea dell'ex Premier,  Forza Italia sarebbe messa al riparo da eventuali tracolli elettorali e Salvini non potrebbe rivendicare l'incremento di voti, secondo i sondaggi piuttosto consistente, del Carroccio rispetto agli azzurri. Una mossa quella di Berlusconi finora soltanto lanciata come indiscrezione, senza i crismi dell'ufficialità, ma che avrebbe già aperto un dibattito molto acceso in casa azzurra. 
La cosiddetta "vecchia guardia", ossia quella nomenclatura che Berlusconi da tempo non nasconde il desiderio di rottamare per favorire un profondo rinnovamento del partito, teme che quello delle liste civiche altro non sia che il classico trucco per arruolare sul territorio quegli esponenti della società civile, imprenditori, industriali, professionisti, artigiani, che l'ex Cavaliere vorrebbe portare dentro il partito per via via allontanare i politici di professione, quelli a detta di Berlusconi, ormai interessati soltanto a difendere con le unghie e con i denti le rendite di posizione acquisite. 
Ed ecco che l'idea delle liste civiche non piace minimamente ai forzisti della prima ora, pronti a bloccare questa ipotesi. Al punto che ha preso a circolare una notizia, poi smentita dai vertici forzisti relativamente ad un incontro che si sarebbe tenuto per cospirare contro Berlusconi e tentare una sorta di "golpe" per estrometterlo dalle decisioni relative alle prossime amministrative. Indiscrezione che tuttavia ha tanto il sapore della fantascienza ma che la dice lunga sul clima effettivo che si respira da quelle parti.

I nodi di Berlusconi: liste civiche nei Comuni per non morire leghisti
Anche se all'esterno si fa di tutto per nascondere le divisioni, il dibattito dentro Forza Italia sarebbe molto aspro, fatto questo che starebbe rallentando la scelta dei candidati sindaco nelle grandi città, Roma e Milano su tutte. 
Nella Capitale il partito è diviso al proprio interno fra chi vorrebbe candidare Giorgia Meloni in accordo con la Lega e Fratelli d'Italia e chi invece preferirebbe puntare sull'imprenditore Alfio Marchini in accordo con i centristi, Nuovo centrodestra e l'Udc. A Milano invece cresce il fronte del no nei confronti del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, ancora di più dopo che alcuni sondaggi avrebbero certificato una possibile sconfitta del giornalista nei confronti del candidato sindaco del Pd Giuseppe Sala. Maggiori chance sembrerebbe averle il giornalista Mediaset Paolo Del Debbio se non altro perché sarebbe molto più gradito agli elettori del Carroccio che invece non gradirebbero affatto Sallusti. 
Del Debbio però ha ripetuto di non essere interessato alla candidatura nonostante da parte di Salvini sarebbe arrivato un sostanziale via libera nei suoi confronti. 
Insomma il caos in casa azzurra è davvero tanto, aggravato anche dalle divergenze emerse nelle ultime ore rispetto all'atteggiamento da tenere nei confronti del Disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili che il Pd è deciso a far approvare in tempi brevi. Un'accelerazione quella dei Dem che ha agitato ancora di più le acque fra gli azzurri divisi fra chi, come Daniela Santanchè, Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo, è favorevole a discutere di diritti delle coppie di fatto e gay e chi, come Maurizio Gasparri, Altero Matteoli e Lucio Malan, è deciso ad alzare le barricate contro nozze gay e adozioni. 
E di fronte allo stallo delle amministrative pare sia arrivato anche un ultimatum da parte degli alleati, Lega e Fratelli d'Italia, pronti a rompere l'alleanza e a correre da soli se gli azzurri non scioglieranno al più presto i nodi delle candidature. 
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