Roma, nidi ai privati e materne allo Stato: il commissario s-Tronca i costi

05 gennaio 2016 ore 16:12, Americo Mascarucci
Il commissario straordinario del Comune di Roma Francesco Paolo Tronca sta riuscendo sempre di più nell'impresa di unire destra e sinistra nelle critiche alla sua gestione.
L'ultima polemica riguarda il presunto piano di dismissione degli asili comunali annunciato dal quotidiano "il Messaggero" strutturato su due piani; la statalizzazione delle scuole materne e la privatizzazione dei nidi. Il progetto sarebbe contenuto nel documento unico di programmazione, ossia il programma di "governo tecnico" che Tronca sarebbe deciso a realizzare.
Ecco i punti salienti del documento pubblicati dal quotidiano romano:

Roma, nidi ai privati e materne allo Stato: il commissario s-Tronca i costi
"Per l’attivazione e la gestione di 90 nuove sezioni a tempo pieno della scuola materna, necessarie per accogliere i bambini attualmente in lista d’attesa – scrive Tronca – sono necessari ulteriori fondi per un importo pari a 12.375.000 euro l’anno. Vista l’impossibilità di reperire le risorse necessarie, sia economiche che umane, si propone di avviare, come sta già avvenendo in alcuni grandi Comuni, una progressiva “statalizzazione” della scuola dell’infanzia. Già quest’anno, quindi, potrebbe essere attuata una prima cessione di quelle sezioni di scuola dell’infanzia comunale che insistono negli istituti comprensivi statali con sezioni di scuola dell’infanzia proprie". 
 
Per quanto riguarda invece i nidi l'idea del Commissario è di cederli ai privati:
"Il Campidoglio - scrive ancora - attualmente gestisce 206 asili nido in tutta la città, che ospitano circa 13 mila bambini, tra cui 450 disabili e duemila di cittadinanza non italiana ffidati a 4.100 educatrici. Inoltre, ci sono 221 strutture private, convenzionate con il Comune, che ospitano circa settemila bimbi, ad altre affidate a terzi, con 550 bambini. Anche nel caso dei nidi le liste d’attesa sono ancora lunghe – soprattutto nei Municipi I, III, V, VI e XV – nonostante il calo molto marcato (circa mille unità l’anno) dei residenti di età compresa tra 0 e 2 anni. Per l’attivazione e la gestione di strutture nido a gestione diretta, necessarie per accogliere i bambini attualmente in lista d’attesa – si legge nel documento unico di programmazione – sarebbero necessari ulteriori fondi, per un importo pari a 6.500.613,50 euro l’anno, per la copertura di tutte le spese di gestione. Nell’impossibilità di reperire le risorse necessarie, sia economiche che umane si propone di avviare un progressivo passaggio alla gestione in concessione, che consentirebbe una minor spesa per ciascuna struttura stimata in 450 mila euro annui".
Sarebbero in tutto 17 i nidi in odore di privatizzazione e precisamente: 
Boccioni (II Municipio); Tor Cervara di via Eneide, Giocolandia di via Montecassiano, Bimbilandia di via Bonifacio e Flora (IV Municipio); Casale Prampolini di via Valente (V); Castelverde di largo Rotello, Ponte di Nona di via Crocco e Villaggio Prenestino di via Montegano (VI); Trafusa, Vivanti e Camboni (IX); Il bruco e la mela di via dei Colli Portuensi, Massimina di via Aquilanti e Porta Portese di via Bettoni (XII), Valcannuta (XIII) e Monsignor Antonino Spina di via San Basilide (XIV)

Proposte come detto che hanno provocato reazioni indignate a destra come a sinistra, polemiche che però non hanno scalfito il Commissario. Sinistra Italiana ha evidenziato come "certe decisioni di carattere politico non possono competere  a chi è chiamato a garantire una gestione esclusivamente tecnica", mentre Forza Italia ha denunciato come "statalizzare le scuole materne non farebbe altro che comprometterne efficienza e qualità". 
 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]