Sindaci africani, Saviano-Meloni-Salvini: scoppiano insulti social

05 gennaio 2017 ore 18:27, Adriano Scianca
Roberto Saviano contro Salvini e Meloni. Galeotta fu l'affermazione (una provocazione?) dello scrittore campano sulla necessità, per il Meridione, di avere dei sindaci... africani. Una boutade che ha suscitato le ire di Matteo Salvini, che all'autore di Gomorra ha replicato sui social: “Saviano a Rai Storia: 'Sogno sindaci africani per il Sud'. Io sogno Saviano in Africa”. 

Sindaci africani, Saviano-Meloni-Salvini: scoppiano insulti social

Anche Giorgia Meloni ha attaccato Saviano, con un riferimento alla controversia su alcuni passaggi del suo libro più famoso che citerebbero, in modo un po' troppo letterale, alcuni articoli di cronaca sulla camorra: “Purtroppo quando non copi cose scritte da altri, spari idiozie ciclopiche. Non hai un amico che possa aiutarti coi social?”. Ai due, lo scrittore ha risposto con un lungo post su Facebook, in cui ha replicato, a chi lo vorrebbe in Africa, che “io in esilio di fatto ci sto già da sei anni, da quando nel 2010, dopo l'inaspettato successo di Vieni via con me, fui praticamente cacciato dal Governo Berlusconi. Subivo attacchi quotidiani e mi resi conto che l'Italia, il Paese con le mafie più pericolose e potenti al mondo, il Paese che invita costantemente all'omertà, non poteva più essere casa per uno come me. Da allora sono cambiati solo i governi, ma non la sostanza dei fatti. L'Italia però mi manca moltissimo e torno spesso per lavoro, per vedere gli amici e i miei cari. È la mia terra e non posso smettere di raccontarla, e se il mio racconto è in antitesi rispetto all'immagine del Paese che hanno Giorgia Meloni e Matteo Salvini non posso che esserne fiero. Fiero per non cedere mai alle loro basse semplificazioni. Fiero perché è la complessità a guidare il mio ragionamento e non il più becero razzismo. Fiero perché io scrivo libri e non cerco voti. Non getto reti nel mucchio, non desidero vincere ma ragionare e, soprattutto, convincere. Siamo diversi io, Meloni e Salvini. E della mia diversità ne faccio un vanto”. 

Lo scontro è proseguito su Twitter. All'attacco già citato della leader di Fdi, lo scrittore ha risposto: “GiorgiaMeloni, fossi in lei non farei tanta ironia. Lei è fascista e questa non è ciclopica idiozia, ma una cosa seria e piuttosto grave”. Pronta la contro-replica della Meloni: “Darmi della 'fascista' è un'analisi originale, ma da un esperto di copia e incolla non potevo aspettarmi granché di diverso”. 
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