Italicum e ddl Senato fermi nel freezer-Senato. A luglio lo Sblocca-Italia o lo sblocca-Renzi?

05 giugno 2014 ore 12:57, Lucia Bigozzi
Italicum e ddl Senato fermi nel freezer-Senato. A luglio lo Sblocca-Italia o lo sblocca-Renzi?
Febbraio 2014, Matteo Renzi: “Farò una riforma al mese”. Senato, Lavoro, Italicum, taglio Irpef, riduzione Irap, Spending review. Cronoprogramma, con un’aggiunta: Sblocca-Italia. Di mesi ne sono passati cinque, di quei “titoli” solo alcuni sono diventati “fatti”
. In mezzo le larghe-difficili-intese e il voto europeo che consegna a Renzi un “comodo” 40,8 per cento. Il cronoprogramma, però, è ancora lì: si lima, si ricalibrano le date, ma molto ancora resta da fare. Eppoi c’è la “partita” Europa, col semestre a guida italiana alle porte… RIFORMA DEL SENATO. Resistenze trasversali. Il premier ha rimandato il pacchetto riforme a dopo le elezioni europee per non turbare i delicati equilibri di maggioranza e adesso è chiamato a rispettare le cose dette. Il ddl Senato 3.0 è fermo al Senato: il governo punta sul modello francese (elezione diretta dei senatori) ma le opposizioni non ci stanno: Romani (Fi) definisce la proposta “inaccettabile” e il leghista Calderoli (relatore al ddl con la Finocchiaro (Pd) ha presentato quasi quattromila emendamenti. Il modello francese è per il governo il punto di mediazione possibile tra la proposta dell’esecutivo relativa a un Senato non elettivo e le richiesta – avanzate anche da una parte del Pd – di un’assemblea di eletti. L’accordo per sbloccare la matassa, al momento non sembra vicino anche se Palazzo Chigi vuole chiudere il secondo passaggio parlamentare entro luglio. ITALICUM. Superato il passaggio alla Camera, il provvedimento è conservato nel “freezer” del Senato. Col solito contorno di polemiche, rivendicazioni, pro o contro. La legge elettorale avrebbe dovuto essere approvata entro febbraio, ma le resistenze degli alleati – dentro e fuori la maggioranza - hanno provocato ritardi e rinvii sulla tabella di marcia di Renzi. Non solo: dopo la vittoria del Pd alle europee, nel centrodestra si guarda con preoccupazione al testo licenziato da Montecitorio: la norma prevede il 37% come soglia avere un per il premio di maggioranza del 55% dei seggi già al primo turno e soglie di sbarramento al 4.5% per i partiti coalizzati. Dal voto europeo esce un Pd troppo forte e alleati troppo deboli: di qui la richiesta di modifiche, a cominciare dalle soglie di sbarramento. SBLOCCA-ITALIA. “Ora lo Sblocca-Italia per liberare interventi fermi da 40 anni”. Così Matteo Renzi qualche giorno fa al Festival dell’Economia. Sburocratizzazione, semplificazioni e trasparenza le parole chiave. Data di realizzazione: entro luglio. E’ l’ultimo annuncio in ordine temporale. In mezzo la spending review che va avanti e il “caso” Rai con annesso sciopero, la riduzione del 10% di Irap alle imprese (fatta) e gli 80 euro in busta paga (fatto). Decreto Irpef: oggi il governo ha posto la fiducia. Se si confrontano gli annunci coi risultati, il gap c’è. E non è tutto: perché c’è un’altra data strategica che Renzi ha dato: 21 settembre, pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione alle imprese. Scommessa con Vespa in diretta tv e camminata a Monte Senario, in quel di Firenze, per chi la perderà. E Renzi non può permetterselo.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]