G7, Comi (Fi): "Renzi dica prima agli italiani cosa intende fare. Mose, la corruzione si combatte con la riforma della giustizia"

05 giugno 2014 ore 16:03, Lucia Bigozzi
G7, Comi (Fi): 'Renzi dica prima agli italiani cosa intende fare. Mose, la corruzione si combatte con la riforma della giustizia'
Aspetta Renzi al varco, domani. Lara Comi, europarlamentare di Fi e neo-vicepresidente del Ppe, mette in chiaro che solo a lavori del G7 conclusi si capirà cosa è riuscito a fare Renzi al quale – intanto – ricorda che la Germania “non si fa mettere i piedi in testa da nessuno”. Stoccata nel giorno in cui la Bce con Draghi taglia i tassi e fa un'iniezione di liquidità "storica" per rilanciare l'economia. 
Nell'intervista a Intelligonews aggiunge un monito: attenzione ai rapporti con Putin… Onorevole Comi, che voto dà a Renzi al G7? Quali sono le prime impressioni? «Voglio vedere la conclusione dei lavori perché solo a lavori chiusi si potrà capire come sono andate le trattative e quali sono gli accordi presi. Sicuramente Renzi si presenta in Europa con un forte risultato elettorale e questo gli permette – mi auguro – di rappresentare in modo consistente l’Italia. Detto questo, la Germania non si fa mettere i piedi in testa da nessuno,come del resto altre nazioni. Aggiungo un altro aspetto non irrilevante: attenzione al rapporto con la Russia. Sarebbe un grave errore creare falsi miti o scuse per andare addosso alla Russia. Calcoliamo bene come stanno le cose e cosa succede, invece che ciò che altre nazioni vorrebbero succedesse». Il presidente del Consiglio ha dichiarato che l’Italia non ha un candidato per la commissione e gli altri paesi non hanno la maggioranza sulle opzioni al centro delle trattative. Politicamente è un segnale di debolezza? «E’ un segnale di grande debolezza soprattutto perché noi abbiamo la presidenza del semestre europeo. A me non interessa che altri paesi non abbiano la maggioranza o non abbiano trovato la quadra sui loro candidati; vorrei che Renzi dicesse prima agli italiani e poi agli interlocutori europei cosa intende fare, ovvero quale pacchetto di proposte il nostro paese sarà in grado di avanzare perché prima occorre sapere quale delega e poi su quella individuare la persona adatta». La Merkel però sembra orientata sulla candidatura della Lagarde. Voi del Ppe come la mettete? «Io sono stata appena nominata vicepresidente del Ppe e stamani abbiamo avuto una riunione con Junker: noi andiamo avanti sulla nostra linea e il nostro candidato perché non è che abbiamo scherzato con gli elettori proponendo un candidato e poi pensando ad un altro nome. Il nostro candidato è Junker, non so cosa faccia Renzi ma se apre anche alla possibilità di candidati esterni, è come se sconfessasse il suo, ovvero Shultz. Renzi si preoccupi del suo partito; il Ppe ha vinto le elezioni a livello europeo e porta in Commissione Junker». Capitolo corruzione: il premier rilancia il “daspo” per politici e imprenditori corrotti. Secondo lei è sufficiente? «Prima di tutto occorre partire dalla riforma della giustizia che stabilisca pene certe e rapidità dei processi perché chi ha commesso errori deve pagare e questo è pacifico sempre ovviamente con la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Serve una riforma della giustizia che, fermo restando l’autonomia della magistratura, stabilisca responsabilità precise per i magistrati che a volte sbagliano rovinando la vita delle persone. La politica ha colpe nel momento in cui non fa una riforma della giustizia seria e opportuna che serve all’Italia e che l’Europa ci chiede». Secondo gli spifferi di Intelligonews lei è in corsa per la vicepresidenza della Commissione europea. Che c’è di vero? «Non ho spifferi in questo senso. La cosa certa è che sono vicepresidente del Ppe. La vicepresidenza della Commissione a rigore di logica dovrebbe spettare a Renzi, cioè al Pse. Naturalmente, sempre che noi del Ppe otteniamo la presidenza per Junker».
autore / Lucia Bigozzi
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