Direzione, l’asso nella manica di Renzi: listone unico Vs Grillo e dem ribelli

05 giugno 2015, intelligo
Direzione, l’asso nella manica di Renzi: listone unico Vs Grillo e dem ribelli
di Amedeo Giustini

Le elezioni regionali sono state, come sempre, un test politico importante e molti addetti ai lavori si accapigliano a fare previsioni come il mago Otelma.

Tre dati importanti. Il primo, hanno perso tutti, tranne la Lega di Salvini, ma non è una bella notizia per il centro destra; il secondo, ha vinto il partito del non voto che tra astensione, schede bianche e nulle sfiora, se non supera, il 50% degli aventi diritto; il terzo, ha vinto il civismo, che per le regionali è un dato storico, figuriamoci cosa accadrà nelle prossime amministrative che sono il terreno naturale dei programmi delle donne e degli uomini che si cimentano nelle loro città.

Tra qualche giorno ci sarà la Direzione del PD che farà l'analisi del voto, come prescritto nell'ordine del giorno, ma, di fatto, ci sarà la resa dei conti tra il PdR (il Partito di Renzi ) & C. (Comunisti della Ditta).

Voleranno gli stracci tra chi presenta i nuovi dati sull'occupazione, che sono solo contratti precari a tempo determinato che si trasformano in contratti precari a tempo indeterminato a tutele crescenti con gli sgravi previdenziali compresi nel prezzo a carico di tutti i cittadini.

A sinistra si creerà una ditta individuale e una piccola cooperativa, ma che faranno parte di un unico progetto politico.  
Ora il cannocchiale verrà focalizzato sulle prossime politiche che dovrebbero svolgersi nel 2018, salvo imprevisti.
L'Italicum, fratello gemello del Porcellum, dovrebbe premiare, per gli addetti ai lavori, il partito e non la coalizione. Tutti quindi a certificare che venga scardinato il vecchio quadro politico fatto di coalizioni incoerenti.

Peccato che non sarà così.  Per arginare il M5S si creeranno due listoni in un unico simbolo, sia nel centro destra che nel centro sinistra, magari dopo una scissione della sua ala estrema, dove avremo tutte le contraddizioni, l’impossibilità di avere programmi coerenti comuni e tutti i vizi che produrranno la solita difficoltà a governare, seppur una possibilità di vincere le elezioni.
In ogni listone saranno garantite a tutte le componenti della coalizione una rappresentanza proporzionale al consenso e, una volta materializzate in Parlamento, avranno la possibilità di far pesare la loro interdizione.

La solita politica furbesca e cialtrona che prenderà il sopravvento a discapito della governabilità. La solita opposizione all'interno della stessa maggioranza che ha l'effetto di logorare il Governo.

Non esiste nessuna legge elettorale che potrà determinare tecnicamente il bipartitismo se non vi sarà la coscienza politica di avere alleati in grado di percorrere un tratto di strada comune senza trappole e senza ricatti.

Meccanismi, congetture, tatticismi da prima repubblica che sopravvivono a ogni cambiamento. Una classe politica che non riesce a riformare se stessa, che concepisce le primarie, per chi le adotta, come un piatto di Amatrice, svilendone la nobile funzione perché senza regole e senza salvaguardarle dall'inquinamento del voto.

Una classe dirigente che ci porterà ben presto alla rovina, dopo aver distrutto i valori di destra e sinistra, dopo aver partorito in questi ultimi venti anni partiti persona che non garantiscono una testimonianza da tramandare alle nuove generazioni. Se non c'è memoria, cultura e testimonianza non c'è futuro e la pratica politica si riduce solo a concetti di alto e basso, dove per alto ci sono i grandi interessi e dove per basso esiste, per alcuni, solo la pancia del popolo.

autore / intelligo
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