Italiani in vacanza: di più, ma spenderanno meno per Confesercenti

05 giugno 2015, Luca Lippi
Italiani in vacanza: di più, ma spenderanno meno per Confesercenti
Confesercenti e Swg pubblicano la consueta indagine annuale sulle vacanze degli italiani. Forse per lo stress crescente, o forse sul ricordo di quanto accadde nel ‘72 quando gli italiani sconfortati dall’inflazione decisero di acquistare automobili e progettare vacanze prima che il loro risparmio si riducesse in briciole, 32 milioni di italiani nel 2015 hanno deciso di concedersi una vacanza, due milioni in più dello scorso anno.

Traducendo in percentuale, secondo Confesercenti, in vacanza andrà il 68% degli italiani. Tuttavia, emerge un dato in linea con il clima di questi ultimi anni, la stima della spesa media procapite è rivista al ribasso, esattamente 840 euro. Per avere un termine di paragone, nel 2010 (anno a ridosso dell’inizio della crisi quando cominciavano a vedersi i primi segni tangibili) la spesa media degli italiani era di 1.022 euro.

La contrazione in 5 anni è dunque pari al 18%. Nell’indagine si legge che gli italiani ancora in grado di pensare a una vacanza ma disposti a investire meno, sono il 36%; lo scorso anno erano il 34% e in numeri assoluti corrispondono a circa un milione di persone, il 29% ha deciso di sostenere la stessa spesa dello scorso anno.

La scelta del tipo di vacanza è subordinata proprio al budget destinato, per il 45% degli intervistati, e comunque un italiano su tre cerca solo riposo e distrazione.

Chi non si concederà vacanze, però, lo farà soprattutto per questioni di budget: a fronte di una maggior propensione complessiva, chi rimane a casa lo fa più che in passato per ragioni economiche. Il 51%, infatti, adduce come motivo il non potersi permettere le ferie, il 9% in più dello scorso anno, il 12% segnala invece problemi familiari e il 13% sostiene, invece, che andrà in un altro periodo.

La scelta della casa in affitto da parte dei vacanzieri passa al 25% contro il 15% dello scorso anno. Una crescita condotta soprattutto dal risparmio e anche agevolata dai servizi web per gli affitti brevi. 

Gli alberghi rimangono in cima alle preferenze (ma sul campione degli intervistati riteniamo di giudicare questo dato più come un desiderio che una vera e propria scelta; vedremo i dati di ottobre): quest'anno uno su tre, pari al 36%, sceglierà un soggiorno in hotel. 

Influisce anche sulle scelte degli italiani il fatto che per continuare a lavorare, il settore dedito al turismo gioca al ribasso dei prezzi per sopravvivere e assicurarsi il lavoro; molte abitazioni private prima inaccessibili, oggi si aprono almeno per recuperare i costi fiscali in progressivo aumento (gioca un ruolo importante anche l’impossibilità di cedere la proprietà a causa della svalutazione del bene conseguente alla crisi).

Siamo tuttavia ancora distanti dal periodo dedicato alle ferie estive; il desiderio è comunque quello di tornare al clima che si respirava negli anni '60 quando si partiva ombrellone sotto il braccio e timballo freddo. Ferie modeste ma crescita visibile in ogni angolo del Paese.
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]