Mafia Capitale 2, Rampelli (FdI): “Meccanismo malato a sinistra ma Alemanno ha sbagliato"

05 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Mafia Capitale 2, Rampelli (FdI): “Meccanismo malato a sinistra ma Alemanno ha sbagliato'
“Il sottosegretario Castiglione si dimetta: il Cara di Mineo non funziona come tutti gli altri centri di accoglienza”. Parte da qui l’analisi di Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera, il giorno dopo il terremoto giudiziario e politico di Mafia Capitale 2. Rifiuta “l’equiparazione delle responsabilità tra destra e sinistra” e nella conversazione con Intelligonews dice anche dove e perché ha sbagliato Alemanno; poi annuncia querele “a cominciare da Marino a chi associa FdI al voto di scambio”. 

Nel dossier di Mafia Capitale 2 entra il dossier sul Cara di Mineo. E’ di oggi la notizia che il sottosegretario Castiglione sarebbe indagato dalla procura di Catania, anche se l’esponente di Ncd dice di non saperne nulla e che si tratta di una “vicenda assurda”. Lei che idea si è fatto?

«Il caso specifico va trattato con le immediate dimissioni del sottosegretario Castiglione. Sul Cara di Mineo dobbiamo affermare senza ombra di dubbio che funziona male, esattamente come funzionano male tutti gli altri centri di accoglienza nelle loro più variegate tipologie e denominazioni. Il tema da mesi denunciato da FdI è quello di un giro di affari sulle politiche sociali e in particolare distribuito tra accoglienza agli immigrati e gestione dei campi rom. Paradossalmente, due temi a forte rischio sociale che invece di essere arginati, vengono aumentati nei numeri dell’accoglienza. Senza alcuna strumentalizzazione politica ma stando ai fatti, ricordo che per Roma a fronte di 250 richiedenti asilo che il ministero dell’Interno con decreto ministeriale, esattamente all’articolo 5, aveva assegnato alla Capitale, alla fine è stata prevista una deroga fino a 2500 cui se ne sono aggiunti altri 500. Mi domando per quale ragione e credo vorrebbero saperlo anche i romani»

Ma per un uomo di destra come lei che ha sempre rivendicato valori e idee, che effetto le fa vedere il coinvolgimento di esponenti della sua area politica in un giro di corruzione che chiama in causa tutti i partiti?

«Noi nei confronti dei reati di corruzione siamo talmente inflessibili che abbiamo proposto l’equiparazione al reato di alto tradimento, perché chi si intasca tangenti o alimenta circuiti di malaffare lo fa a discapito della comunità e i soggetti che pagano pegno sono i cittadini più fragili. Rubare è inqualificabile, ma lo è ancora di più rubare sulla disperazione e le disgrazie umane. Le responsabilità penali sono individuali e sono contento che la magistratura abbia aperto questo filone di inchiesta. Sono convinto che procederà velocemente nell’interesse della collettività: tutti coloro che dovessero essere condannati non solo dovranno scontare la pena ma dovranno anche sparire dalla circuito della politica. Anzi, se lo facessero subito sarebbe meglio».

A chi si riferisce in particolare? 

«A tutti coloro i quali hanno avuto ruoli apicali negli ultimi quindici anni, senza distinzione tra destra e sinistra perché non c’è solo la responsabilità penale, c’è anche la responsabilità politica. Io non sono un magistrato e posso giudicare le cose che accadono dal punto di vista politico; penso che il fallimento di chi ha avuto ruoli di responsabilità apicale in questi quindici anni sia assolutamente manifesto».

Orfini e Marino hanno avuto parole di fuoco contro Giorgia Meloni i e FdI riguardo alla vostra richiesta di dimissioni da parte del sindaco, chiamandovi in causa per gli anni dell’amministrazione Alemanno. Cosa risponde?

«Coloro i quali hanno accostato a FdI il voto di scambio sono in via di querela; vale per Marino e, se lo ha fatto, anche Orfini la querela scatterà pure per lui; così con i soldi del risarcimento ci pagheremo la nostra campagna elettorale visto che siamo un partito che si fonda sul volontariato»

Sì però la corruzione è trasversale, come si può dividere l’acqua dall’olio?

«Voglio ricordare che Alemanno non è stato sindaco di FdI ma del Pdl e ha fatto la sua campagna elettorale da candidato sindaco sotto le insegne del Pdl. E quando è stato raggiunto da avviso di garanzia per Mafia Capitale 1 si è autosospeso da tutte le cariche dentro FdI, quindi di fatto non fa parte del nostro partito e questo perché noi abbiamo uno statuto molto rigoroso e preciso. Alemanno si è autosospeso, altrimenti sarebbe stato sospeso dall’organismo del partito preposto a queste decisioni. Quando alla trasversalità, io rifiuto l’idea dei 5Stelle che il Pd sta alimentando, e cioè che vi sia un’equiparazione tra destra e sinistra, come se vi fossero pari responsabilità. Questo meccanismo malato con il coinvolgimento di cooperative sociali vicine alla sinistra, è iniziato con il governo dei sindaci di sinistra. Odevaine, uno degli uomini-chiave dell’inchiesta Mafia Capitale, era capo gabinetto di un sindaco non certo di destra. Basta andarsi a leggere le intercettazioni di Buzzi per capire come e con chi è cominciato tutto. Noi, ad esempio, abbiamo chiesto che sia vietato alle cooperative sociale di dare contributi ai partiti perché le cooperative sociali hanno privilegi assoluti, tra i quali l’affidamento diretto. La responsabilità del centrodestra è stata quella di non aver interrotto questo meccanismo».

Perché non lo ha fatto?

«A mio giudizio, Alemanno ebbe paura di bloccare questo flusso di denaro verso le cooperative sociali perché probabilmente temeva di essere accusato di discriminazione, di voler penalizzare politicamente quelle strutture in quanto vicine alla sinistra, o perché spesso composte da ex detenuti o ex tossicodipendenti. Detto questo, ribadisco che il suo è stato un approccio politico totalmente sbagliato. Ma non c’è equivalenza di responsabilità tra destra e sinistra e io a questo gioco non ci sto»

Sul Campidoglio aleggia lo spettro del commissariamento la cui decisione spetta al prefetto Gabrielli. C’è chi dice che per la Capitale sarebbe un peso troppo grande da sopportare anche per l’immagine di Roma nel mondo. Serve o no il commissariamento?

«La nostra posizione è chiara fin dalla prima tranche dell’inchiesta Mafia Capitale. A Marino abbiamo chiesto di dimettersi anche per evitare alla Capitale d’Italia l’onta di un eventuale commissariamento nell’anno dell’Expo e in quello del Giubileo straordinario. Sarebbe davvero una tragedia gigantesca che non ci auguriamo; pensiamo che il Pd saprà dimostrare senso di responsabilità e attaccamento alla città,anticipando l’eventuale commissariamento con le dimissioni del sindaco, ormai assolutamente indispensabili per poi tornare subito al voto».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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