L'enciclica di Papa Francesco Lumen Fidei. Gli spunti di Bergoglio, l'impianto di Ratzinger

05 luglio 2013 ore 10:25, Americo Mascarucci
L'enciclica di Papa Francesco Lumen Fidei. Gli spunti di Bergoglio, l'impianto di Ratzinger
Pubblicata Lumen Fidei
, la prima enciclica di Papa Francesco, scritta a quattro mani con Benedetto XVI. Nell’edizione italiana sarà stampata in quattrocentomila copie a cura della Libreria Editrice Vaticana ed avrà un formato ridotto, non superiore alle cento pagine. Il testo contiene un’introduzione di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione. Lumen Fidei è l’enciclica pensata da Benedetto XVI in occasione del 2013 - anno della fede - per completare il ciclo sulle virtù teologali, iniziato con la Deus Caritas Est e proseguito con la Spe Salvi. Papa Francesco ha raccolto dal suo predecessore fra le tante eredità, alcune molto pesanti (vedi la riforma della Curia e dello Ior), anche gli appunti relativi al documento, che Bergoglio ha integrato con nuovi spunti ma conservando l’impianto originale impostato da Ratzinger. Con la costituzione dogmatica Lumen Gentium il Concilio Vaticano II aveva ribadito il concetto di Chiesa, non in senso gerarchico, ma come “popolo di Dio”, “comunità di fedeli”. Un popolo che per marciare unito ha bisogno di una luce che illumini il cammino. Ebbene, la nuova Enciclica di Papa Francesco ci indica che quella luce è la fede, luce gettata sul mondo per illuminare e guidare la coscienza degli individui. Lumen Fidei assume un significato di grande rilievo. E’ innegabile come Bergoglio stia imprimendo alla Chiesa un decisivo cambio di passo rispetto al passato, con l’obiettivo di riportare il Vangelo alla base di ogni azione. Lo si sta vedendo nei piccoli come nei grandi gesti, nelle decisioni più eclatanti (leggi “commissariamento” dello Ior) come in quelle meno rilevanti. Allo stesso tempo però, sul piano prettamente teologico e dottrinale, il magistero di Francesco si attesta in perfetta continuità con il precedente e questa Enciclica ne è la dimostrazione. E’ stato proprio Bergoglio ad evidenziare come il documento rechi l’impronta di Ratzinger e sia stato conservato nel suo impianto originale. La fede dunque è la luce capace di irradiare l’umanità, guidando le coscienze dei popoli e riaccendendo la speranza laddove regna la sfiducia e la rassegnazione. Non è un caso che, a soltanto tre giorni dalla pubblicazione dell’Enciclica, il Papa abbia scelto di recarsi in visita a Lampedusa, l’isola degli sbarchi, dove ogni giorno approdano centinaia di profughi in fuga dalla guerra e dalla miseria. Gente che più di altri ha bisogno della luce della fede per proseguire il proprio cammino di vita. Sbaglia tuttavia chi, in questi giorni, sta strumentalizzando la visita del Papa sull’isola siciliana in chiave politica e propagandistica. Famiglia Cristiana ha colto l’occasione per tornare a sollecitare l’abolizione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione. Non è certo un buon servizio reso al Pontefice, né per ciò che riguarda la corretta interpretazione dell’Enciclica, né nell’ottica di valorizzare il viaggio a Lampedusa. Sulla Lumen Fidei si dirà e si scriverà di tutto, ognuno la interpreterà a proprio modo, in base a visioni di parte, non mancheranno forzature e false interpretazioni. La realtà è sotto gli occhi di tutti, è quella di un Papa progressista nelle forme ma conservatore sui contenuti, che si ispira nella sua azione a Giovanni XIII e a Giovanni Paolo II, al Papa dell’innovazione nelle prassi (Roncalli) ed a quello della tradizione sui valori (Wojtyla). Non è un caso che Francesco abbia espresso il desiderio di canonizzarli insieme.  
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